Svolta Italia dei Valori: «Pronti a governare»

Fra critiche e ipotesi complottistiche, Antonio Di Pietro è stato riconfermato presidente del partito. Vicino l’accordo con il Pd. Polemica con De Magistris sulla candidatura in Campania

di Nicola Gilardi

Antonio Di Pietro

Niente colpi a sorpresa in casa Idv. Antonio Di Pietro è stato riconfermato presidente per acclamazione. Il suo rivale, Francesco Barbato, aveva deciso di candidarsi simbolicamente per dare voce ad una parte insoddisfatta del partito, per poi ritirarsi nella mattinata del congresso. Teatrale è stato, poi, il suo discorso, nel quale ha confermato la fiducia a Di Pietro, ma affermando, in modo piuttosto colorito, di essere comunque indipendente.

La rielezione non è stato l’unico evento della giornata, anzi, a far parlare tutto il mondo politico c’è stato il cambio di strategia del partito. «Urlare in piazza non basta» ha detto Di Pietro, aprendo la strada ad un dialogo con tutte le forze di opposizione. Il suo progetto è, infatti, la creazione dell’alternativa di governo, già citata all’indomani delle elezioni europee del 2009. L’obiettivo è, adesso, quello di «remare» fino alle prossime elezioni politiche, dove l’alternativa, come dice Di Pietro, dovrà farsi trovare pronta.

Nella sala congressi dell’hotel Marriot erano presenti i leader degli altri partiti di opposizione, ma a rubare la scena è stato l’acclamatissimo Nichi Vendola, osannato dalla folla al suo ingresso. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha apprezzato la svolta dell’Idv ed ha dichiarato: «È importante dire di voler fare alternativa e non opposizione», mentre Casini ha totalmente bocciato il progetto affermando: «L’Idv è un macigno su qualsiasi opposizione credibile». Infine c’è stata la delusione di Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della Sinistra, che ha criticato la scelta a discapito della creazione di un polo di sinistra che avrebbe compreso anche Di Pietro.

Se l’accordo tra Idv e Pd sembra ormai vicino, a smorzare l’euforia c’è Luigi De Magistris che ha apertamente criticato la candidatura di Vincenzo De Luca in Campania, ex sindaco di Salerno sotto inchiesta. «Faccio una scelta di moralità» ha detto l’ex pm campano. Da questa presa di posizione c’è stata qualche ulteriore scaramuccia, con Di Pietro che lo ha invitato prima ad iscriversi al partito e poi a criticare il suo operato.

Dietro a tante speranze, resta però l’ombra delle foto con l’ex numero 3 dei servizi segreti italiani, Bruno Contrada. Le foto, che immortalano una cena nella quale ci sono anche altri magistrati e uomini delle forze armate, avrebbero fatto sorgere qualche dubbio proprio sull’ex magistrato di “Manipulite“.
Contrada, nove giorni dopo quelle foto, venne arrestato per favoreggiamento nei confronti delle cosche mafiose autrici poi degli attentati a Falcone e Borsellino. Il nodo saliente è se Di Pietro avesse parlato o no con Contrada delle indagini e quali rapporti intercorressero fra i due. L’ex 007 ha, comunque, già fatto sapere che quella era una cena causale e che non c’erano ulteriori contatti con Di Pietro, che ha, a sua volta, gettato acqua su una «spy story che non esiste».

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