Svizzera: respinto il referendum sul servizio militare

Una manifestazione delle famiglie dei soldati, nel Giorno della famiglia (Reuters)

Una manifestazione delle famiglie dei soldati, nel Giorno della famiglia (Reuters)

Berna – Con una maggioranza del 73%, i cittadini svizzeri hanno votato no all’abolizione del servizio militare obbligatorio, in un referendum promosso dall’associazione pacifista “Una Svizzera senza armi”, che aveva già portato alle urne una proposta identica nel 1989 e nel 2001, e in entrambi i casi era stata sconfitta dal consenso elettorale.

La Svizzera prevede che tutti i giovani, da 20 a 32 anni, seguano un percorso di formazione militare obbligatoria, che permette a questi di poter detenere legalmente un’arma nella propria abitazione. Grazie a questo sistema, nonostante l’Esercito effettivo sia composto di appena 2.650 elementi, ci sono 155.000 cosiddetti riservisti, addestrati al combattimento e alla difesa (personale e della Patria), che vengono continuamente sottoposti al ricambio generazionale.

Sebbene il servizio militare sia obbligatorio, ci sono delle scappatoie possibili per i giovani che non intendono essere formati come soldati: la prima, è quella di aderire al servizio civile, per un periodo equivalente al militare, e la seconda è di versare il 4% del proprio stipendio mensile allo Stato, come forma di compensazione economica per la mancata adesione al modello militare.

Il referendum di ieri – uno dei circa 100 che gli svizzeri sono chiamati a votare lungo tutto il corso dell’anno, come da consuetudine consolidata – chiedeva di sostituire l’esercito regolare con uno volontario, coadiuvato dall’Esercito vero e proprio, al quale ciascuno avrebbe potuto aderire a proprio piacimento. Il governo federale, esprimendo parere contrario alla proposta referendaria, aveva inoltre sottolineato l’importanza di mantenere attivo l’attuale sistema.

Il presidente della Confederazione nonché ministro della Difesa, Ueli Maurer (primo uomo a ricoprire la carica di capo dello Stato dopo tre mandati tutti al femminile) ha infatti ricordato ai cittadini elvetici che «la coesione territoriale della nazione» è un elemento fondamentale, e che sarebbe potuto venir meno con l’abolizione del servizio militare obbligatorio, che rimane dunque in vigore in Svizzera, così come in altri sei stati europei (Norvegia, Finlandia, Danimarca, Estonia, Grecia e Cipro), mentre tutti gli altri hanno optato per il sistema professionale.

Di seguito, il video dell’intervista rilasciata da Ueli Maurer alla Radio Televisione Svizzera sul tema

Stefano Maria Meconi

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