Svezia: rating per misurare la misoginia nei videogiochi

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In Svezia, dalle parti del Governo, hanno scoperto che a volte i videogiochi non promuovono la cosiddetta parità del genere. L’agenzia governativa svedese per i sistemi innovativi, Vinnova, sta cercando di attirare l’attenzione su questo fenomeno attraverso lo sviluppo di un nuovo sistema di rating che mettere in guardia gli utenti circa la misoginia nei videogiochi.

METODO - L’agenzia lavorerà con un certo numero di sviluppatori di giochi per determinare come i videogiochi svedesi ritraggono le donne. Finora Vinoza ha fornito all’associazione di categoria svedese per i produttori e distributori di computer e videogiochi Dataspelsbranschen una sovvenzione pari a 36.672 dollari americani (equivalenti a circa 29.000 euro) per sviluppare la nuova valutazione, che sarà ispirata al test di Bechdel. Ad ora il nuovo sistema di valutazione è solo nelle primissime fasi di sviluppo. Il responsabile del progetto per Dataspelsbranschen, Anton Albiin, ha detto che non è ancora chiaro se tutti i videogiochi fatti in Svezia avranno un’etichetta che illustrerà la loro rappresentazione dei personaggi femminili. La faccenda potrebbe anche risolversi con una certificazione speciale per le aziende che nei giochi promuovono l’uguaglianza.

NESSUN LIMITE ARTISTICO – Quando la testata Local gli ha chiesto se questa nuova valutazione potrebbe in qualche modo ostacolare la creatività, ha risposto: «Naturalmente i giochi possono essere basati sulla fantasia ma possono essere molto più di questo. Possono anche essere una forma di espressione culturale che riflette la società o la società in cui auspichiamo. I giochi possono aiutarci a creare più posti di lavoro diversi e possono anche cambiare il nostro modo di pensare le cose». Dataspelsbranschen ha riportato il dato secondo cui solo il 16 per cento delle persone che lavorano nel settore dei giochi in Svezia sono donne. A questo punto rimane solo da pensare, cosa succederebbe se anche Laura Boldrini giocasse con i videogiochi? Chiederebbe di fare lo stesso?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: everyeye.it

fonte: buzzfeed.com

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