Svezia, quando un SMS può salvare dall’infarto

Un'immagine che mostra uno degli "sms d'emergenza" del servizio SMSlivräddare

Un’immagine che mostra uno degli “sms d’emergenza” del servizio SMSlivräddare

Stoccolma - SMSlivräddare è un progetto innovativo partito da qualche tempo a Stoccolma, che ha uno scopo di particolare utilità sociale: salvare la vita a chi è colpito da un attacco cardiaco con un SMS. L’idea, tutta svedese, permetterà infatti ai centralini del servizio di emergenza 112 (numero unico che vale in tutti i paesi dell’Unione Europea, Svezia compresa pertanto) che riceveranno una richiesta di soccorso per problemi cardiaci, di inviare automaticamente un messaggio a tutte le persone con competenza nella rianimazione cardiopolmonare nel giro di 500 metri dal luogo di arrivo della telefonata.

Secondo comprovati studi clinici, la percentuale di sopravvivenza a un infarto miocardico diminuisce del 10% per ogni minuto che passa tra l’attacco e l’arrivo dei soccorritori, o comunque l’inizio di procedure come la CPR, che possono contribuire a stabilizzare le condizioni del paziente in attesa di essere trasportato in ospedale per trattamenti più avanzati.

Il parco ambulanze degli ospedali è spesso minore rispetto alle reali esigenze, e così anche in Svezia – che pure gode di uno dei servizi sanitari più avanzati in Europa – il tempo medio di arrivo dei soccorsi è di circa otto minuti. Grazie al sistema SMSlivräddare, i volontari qualificati per la rianimazione sono capaci di prestare i primi soccorsi con una percentuale di anticipo rispetto ai paramedici del 54%. La percentuale di sopravvivenza all’arresto cardiaco, negli ultimi anni, è così schizzata dal 3 all’11%, con un incremento del 267% rispetto ai dati di inizio secolo.

Dei 789.000 abitanti di Stoccolma (senza contare dunque lavoratori, turisti e pendolari che a vario titolo sostano o transitano per la capitale durante il giorno), sono 9.600 i residenti e volontari registrati a questo straordinario servizio, che per la prima volta era stato attivato nelle aree rurali statunitensi, dove i soccorsi sono spesso impossibilitati a raggiungere il malato in tempi ragionevolmente brevi.

Per il dottor Mårten Rosenqvist, cardiologo e portavoce medico dell’SMSlivräddare, questo «progetto unico al mondo» è particolarmente utile perché «i tradizionali servizi di emergenza, ambulanze compresa, hanno diversi problemi a Stoccolma: innanzitutto, non sono molti, secondo il traffico a Stoccolma è sempre molto sostenuto, e per ultimo sono spesso impegnati in altre attività, come il trasporto dei pazienti in sala d’emergenza o in altri ospedali».

L’idea, che ha ottenuto – come abbiamo visto – riscontri positivi, sia in termini statistici che di popolarità, dovrebbe essere esportata all’estero, con meccanismi simili. In Scozia, tre medici hanno già lanciato la campagna «We can cut the cardiac arrest death toll», possiamo tagliare il bilancio dei morti da infarto, per sensibilizzare la popolazione su una delle principali cause di morte non prevedibile, cioè non dipendente da una malattia cronica.

Stefano Maria Meconi

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