Svegliarsi con una sconosciuta a letto. A teatro Ti posso spiegare…

ti posso spiegare teatro
Roma – L’amore è una cosa strana da spiegare. Esiste l’amore che dura un secondo, l’amore che va a momenti. Per alcuni è solo un sentimento verso la soddisfazione del puro piacere personale. Esiste, poi, l’amore che viene e non va più via, quello costante, che dura per sempre. Dura anche al tradimento. Dura anche alla gelosia.

Ma cosa farebbe un uomo svegliandosi una mattina e trovandosi nel letto una ragazza più giovane, senza ricordare assolutamente nulla della sera precedente? È su questa vicenda che si basa l’atto unico di Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli Ti posso spiegare…, in scena al Teatro 7 di Roma dal 18 marzo al 13 aprile.

“NON È MIA MOGLIE” – La storia racconta di Paolo (Michele La Ginestra), fotografo di moda, che una mattina si sveglia accanto a una ragazza, giovane e bella, non ricordando né chi sia lei né del perché sia lì. Paolo è sposato con Roberta (Beatrice Fazi), sempre in ansia per il suo rapporto con il marito e dal fatto che lui possa tradirla. Immaginando la reazione della moglie, Paolo cerca di ricostruire la situazione chiedendosi cosa accadrà al ritorno di Roberta e del perché lei non si trovi lì. Iniziano così una serie di flashback del protagonista, che riportano lo spettatore alla sera precedente, dove Paolo è in procinto di preparare, e poi inaugurare, una sua mostra fotografica, e dal quale verrà mostrato l’accaduto. Paolo ricorda le pungenti e umoristiche litigate con Roberta, l’incontro con la giovane (che poi si scoprirà chiamarsi Jacqueline) e la voglia di lasciarsi andare dai sensi, gentilmente aiutati da un bicchiere di troppo. Cosa farà Paolo? Cambiare vita o restare con Roberta che, in fin dei conti, sa essere la donna della sua vita?

Ti-posso-spiegare

LA REGIA E GLI ATTORI - Caricandolo di “humor” tipicamente romanesco, con giochi di parole e battute, Ti posso spiegare… è un “sempre verde”, dalle tematiche care al pubblico, come la coppia, il sesso e le paure dell’uomo medio. La tecnica registica è semplice ed efficace, come usare un semplice muro girevole per dare l’idea del cambio scena. Da applaudire il gioco del “rewind”, da un punto di vista tecnico, attoriale e registica. L’attore, nonché anche regista e protagonista, si muove da perfetto padrone di casa e recita con passione e voglia di divertire il pubblico: ingrediente essenziale in uno spettacolo comico. Maria Chiara Centorami e Francesca Bellocci si alternano di sera in sera il ruolo di Jacqueline, in maniera divertente, accattivante e partecipativa. Beatrice Fazi gioca con il protagonista un ritmico e umoristico tiro alla fune: si pizzicano, si stuzzicano, si prendono in giro e fanno pace. Il fatto che non sia la prima volta che recitino insieme, fa ben capire quanto sia forte l’intesa tra loro.

Lo spettacolo, per finire, riesce a far sorridere tutto il pubblico. Il testo non vuole ambire ad entrare nell’olimpo del Teatro, ma vuole semplicemente far sorridere: pregio non da poco negli autori di oggi. La semplicità e l’impegno vengono facilmente graditi dagli spettatori, i quali, uscendo, sorridono ben lieti di aver ben speso i soldi per uno spettacolo che ha allietato una sera.

Francesco Fario

 

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