Superbike, Monza: sicurezza dei piloti a rischio. Autodromo sotto inchiesta

La pioggia si abbatte sul circuito (motor-bike.it)

Sono oramai trascorsi diversi mesi della tappa monzese della Superbike, forse il momento più basso di una delle stagioni delle derivate di serie più vivaci e spettacolari della storia recente. All’interno del circus, le polemiche per la cancellazione di gara1 e i costanti rinvii di gara2, poi interrotta per il ritorno della pioggia, sono lentamente scemate. Nel frattempo, è stata offerta una parziale forma di rimborso agli spettatori che, dalle tribune, hanno assistito a tanto caos e pochi giri in pista: in accordo con l’Autodromo Nazionale di Monza, Infront Motor Sports ha disposto l’ingresso gratuito al paddock per la giornata di domenica dell’evento 2013 per chiunque abbia conservato il tagliando dello scorso maggio. Se i malumori del pubblico e le critiche ai piloti che hanno preferito non rischiare erano prevedibili, quello che nessuno poteva prevedere è che la vicenda sarebbe finita sui tavoli della magistratura assumendo, oltretutto, dei toni particolarmente gravi.

Il circuito è infatti finito sotto inchiesta per la qualità scadente dell’asfalto. O, forse, sarebbe più corretto dire anche per la qualità scadente dell’asfalto, visto che i problemi legati alla sicurezza sono emersi nel corso di un’indagine di segno differente, relativa alla gestione economica dell’impianto. Stando a quanto evidenziato a partire dalla denuncia di Paolo Guaitamacchi, presidente del CdA di Sias spa – società che gestisce il circuito, interamente posseduto dall’Automobile Club di Milano – a destare i primi sospetti sarebbero stati «una libertà eccessiva di spesa» e «fornitori scelti senza selezione». Le tante cadute del 6 maggio e i commenti negativi dei piloti sulla tenuta dell’asfalto brianzolo avrebbero poi spinto gli inquirenti ad ampliare le loro ricerche anche in un’altra direzione. E così, alle accuse di reati fiscali e a quella di turbativa d’asta, si è affiancata l’ipotesi di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni.

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Gli spalti affollati (qn.quotidiano.net)

La tesi è particolarmente grave e, laddove venisse confermata, bisognerebbe solo rimanere sconcertati: c’era chi sapeva che l’asfalto, soprattutto in una giornata caratterizzata da sbalzi termici e da una continua alternanza di sole e pioggia, non avrebbe retto, provocando pericolose “bolle”. Dopo aver effettuato tutti i rilievi del caso, sarebbero stati convocati in gran segreto anche alcuni dei motociclisti presenti quel giorno: tra loro anche Marco Melandri, forse il pilota più criticato nel dopo-gara per un presunto eccesso di prudenza. Il ravennate avrebbe riferito di aver trovato “strana” la sua caduta di quel giorno.

Negli ultimi giorni, però, la vicenda si è arricchita di un ulteriore tassello e, in particolare, di alcune imbarazzanti intercettazioni che confermerebbero, non solo il pericolo, ma anche la deliberata scelta di occultarlo. Le telefonate finite nel mirino di inquirenti, stampa e amanti delle due ruote riguardano Enrico Ferrari, direttore del circuito monzese, e Giorgio Beghella Bartoli, responsabile tecnico. Altri colloqui telefonici sotto accusa sono quelli tra Beghella Bartoli e il tecnico di pista Stefano Tremolada, già ascoltato sui fatti dai magistrati Caterina Trentini e Walter Mapelli. Rende forse un’idea della vicenda proprio uno scambio tra i due: dopo un resoconto sulla presenza delle bolle, Beghella risponde: «Tienitelo per te, sta zitto!». Segue la replica di Ferrari: «Certo… non son mica matto».

Inevitabili le scuse della Sias, che ha tuttavia rimarcato come fosse stata tenuta del tutto all’oscuro della situazione potenzialmente pericolosa dal management: «La direzione era al corrente delle bolle che si erano formate sull’asfalto della Parabolica per infiltrazioni d’acqua, ma ha taciuto tenendo nascosto il problema a piloti, squadre e commissari di gara» – ha spiegato Guaitamacchi – «Con questo comportamento omertoso è stata messa a rischio la sicurezza dei piloti»

Gli indagati sono stati ovviamente sospesi dal loro incarico. E per l’impianto niente due ruote fino allo svolgimento dei lavori di messa in sicurezza. In programma, come prevedibile, anche il rifacimento del manto nel tratto incriminato, quello della Parabolica.  Guaitamacchi assicura però che gli interventi saranno rapidi e tempestivi, così da non interferire con il regolare svolgimento dell’imminente Gran Premio di Formula Uno: «Ho parlato con i collaboratori più stretti di Ecclestone, rassicurandoli sul fatto che i tempi saranno rispettati e l’organizzazione del GP d’Italia di F.1 per settembre non è assolutamente in pericolo».

L’inchiesta non deve tuttavia impedire di continuare a riflettere, anche sotto il profilo prettamente sportivo, su quanto accaduto quel giorno. Resta infatti la consapevolezza che la situazione venutasi a creare quella domenica poteva e doveva essere gestita meglio di quanto fatto. Non è un caso se la scarsa aderenza della Parabolica non sia stata l’unica imputata del mezzo disastro monzese.

Mara Guarino

Foto homepage via: oltrelasfalto.it

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