Sun Structures: il primo disco dei Temples, sciamani della psichedelia

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La copertina di Sun Structures  (havenlyrecordings.com)

Il Regno Unito, sovrano indiscusso del rock nel regno europeo da più di mezzo secolo, ha partorito recentemente nuovi incantevoli talenti la cui fama è cresciuta a dismisura prima ancora di completare il primo disco.

NUOVI TALENTI BRITANNICI - Celebri in Gran Bretagna e promossi come una delle miglior band emergenti inglesi, i Temples, un giovane gruppo sperimentale formatosi a Kettering nel 2012,  ha sfornato il magico Sun Structures, un disco che non deluderà le aspettative del pubblico, nei negozi a partire dal 10 febbraio 2014.

UN’EVOLUZIONE DELL’INDIE - Ex membri dei The Moon, famosa band indie rock britannica,  il cantante e chitarrista James Edward Bagshaw e il bassista Thomas Edison Warmsley hanno avviato il particolare progetto musicale condividendo i primi singoli su youtube. Proprio grazie all’amato e super cliccato sito di sharing, i Temples hanno guadagnato una visibilità tale da permettere alla nota etichetta indie Heavenly Recordings di scoprirli e produrre Sun Structures.

UN ALBUM ESPLOSIVO - Sun Structures, pur essendo l’album di debutto dei Temples, vanta un estro artistico dalle vaste potenzialità, legato a generose dosi di fantasia e talento. Direttamente dalla splendente storia del rock britannico, risorgono in Sun Structures influenze che sfiorano gli animi dei super big internazionali di sempre, dai Beatles ai Blue Öyster Cult, dai Siouxie and The Banshees ai Soft Machine.

UN ROCK PSICHEDELICO ED ECLETTICO - Poesia, introspezione e misticismo vengono amalgamati dai Temples in un disco che profuma del più eccelso rock psichedelico. Le dodici tracce contenute nel trascendente album spaziano dalla dark wave allo space rock, dal rock’n’roll alla psichedelia, immergendosi in una leggiadra dimensione onirica che viaggia celermente a metà strada fra ieri e domani.

I BRANI DI SUN STRUCTURES - La prima tappa di Sun Structures è ambientata nel mondo dei Beatles con Shelter Song, un brano dal sapore estatico, dal ritmo serrato e le armonie soavi che ricorda vagamente le atmosfere di Revolver. Sun Structures, seconda traccia dell’omonimo album, è condita da un sound a tratti esotico imbastito in un movimentato darkwave che sfiora l’animo come gocce di pioggia che scendono sinuosamente dal cielo.

MAGIA ED ESOTISMO - Dal riff orientaleggiante e maestoso, The Golden Throne propone un simmetrico connubio fra un mood nostalgico nelle strofe e uno spirito deciso nel ritornello. Seguendo il filone dell’esotismo, Sand Dance si snoda su nuclei melodici provenienti da luoghi incantati, lontani anni luce dalla realtà contemporanea, mirando il lato oscuro della fantasia da una vetta dalla posizione sconosciuta.

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I Temples, una band emergente destinata a fare grandi cose  (northerntransmissions.com)

VIRTUOSISMO E FANTASIA - Keep in The Dark sviluppa un ben riuscito dialogo fra il glam rock degli anni settanta, il country e l’indie, sfociando in un nuovo linguaggio che brilla di unicità. Tastiere fantastiche accompagnano Mesmerine, straordinario brano che vede nel ritornello una magistrale sovrapposizione di voci dalle altezze eterogenee, la cui simmetria regala al pezzo un peculiare carisma. Spegnendo le luci per attraversare il mondo dei sogni, Move With The Season vola con eleganza nell’universo dei suoni, dando vita a uno space rock intenso e mite nel contempo.

MUSICA CELTICA E PSICHEDELIA - Evolvendosi ancora sul fronte psichedelico, Colours to life è tessuta sul disco da un’esplosione di sonorità che, ispirate alle indimenticabili fattezze di The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd, irradiano il dispiegarsi della voce che nel ritornello rievoca vagamente lo spirito della musica amata dalla comunità hippie.

Anche la tradizione celtica trova posto nel lungo treno di Sun Structures, risuonando echi di voci lontane accompagnate dal battimani e melodie dal gusto antico e affascinante durante lo scorrere di A Question isn’t Answered, una perla dalla rara bellezza nel quale si incontrano giochi di parole e incantesimi sonori.

BEAT E INDIE - I Temples, sciamani della psichedelia, si dilettano rispolverando l’eredità della cultura beat con la romantica The guesser mentre dondolano su giostre immaginarie con gli sbalzi di altezze che si alternano fra le strofe di Test of Time, traccia che incrocia l’indie con la new wave affondando negli abissi dell’oceano per risalire in picchiata verso le stelle.

Fragment’s light, ultima fermata del magico itinerario, risveglia dolcemente le armonie celtiche chiudendo in sordina un’avventura esaltante e seducente.

UN ESORDIO PROMETTENTE – Sun Structures regala al nuovo anno un disco suggestivo  e prezioso, svelando le superbe qualità di un giovane gruppo, degno erede di una generazione di musicisti dal genio tutt’oggi incomparabile. L’ombra degli anni settanta non permette ai Temples di perdere lucentezza, avendola assimilata nel proprio repertorio eterogeneo per integrarla in un sound che guarda al futuro con freschezza e che pretende meritatamente di non passare inosservato.

Foto preview: consequenceofsound.net

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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