Johannesburg – Sono più di 30 i minatori rimasti uccisi ieri in scontri con le forze dell’ordine nei pressi della miniera di platino di Marikana, in Sudafrica. Lo ha annunciato alla radio il ministero della Polizia, aggiungendo che vi sono molti feriti e il bilancio potrebbe ancora salire.
La polizia ha aperto il fuoco ieri pomeriggio su un gruppo di minatori armati di machete, bastoni e spranghe di ferro, che si erano rifiutati di disperdersi dopo aver respinto un ultimatum della direzione della miniera che aveva intimato loro di riprendere il lavoro, pena il licenziamento. Il ministro Nathi Mthethwa ha condannato le violenze, sottolineando che la polizia aveva negoziato per tre giorni con gli scioperanti.
«Questo non doveva accadere» – ha detto – «abbiamo sempre insistito sul fatto che abbiamo delle leggi in questo Paese che permettono alle persone di scioperare, di riunirsi per manifestare, e crediamo che le persone non dovrebbero ignorare questi pilastri del nostro sistema (…) è una situazione terribile per tutti».
Domenica scorsa, 10 persone erano state uccise durante scontri fra polizia e sostenitori dei sindacati locali presso la stessa miniera dove i minatori sono in sciopero per chiedere salari migliori. Le violenze di ieri hanno scioccato il Sudafrica, dove non si vedeva sparare sui lavoratori in sciopero dai tempi dell’apartheid.
Natalia Radicchio
Foto via www.lettera43.it
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