Sudafrica, Nelson Mandela e il rischio di nuovi conflitti

Mandela compirà 95 anni il prossimo 18 luglio

Pretoria – Le condizioni di salute di Nelson Mandela, sempre più gravi, continuano a destare grande commozione nel suo Sudafrica e nel mondo intero. L’ultimo aggravamento, occorso nel fine settimana, ha reso necessario l’utilizzo del respiratore artificiale per tenere in vita l’ex presidente, che secondo alcuni sarebbe effettivamente «tenuto in vita», visto l’impossibilità del corpo di affrontare ulteriormente la malattia.

La rinuncia dell’attuale capo di Stato, Jacob Zuma, al viaggio già programmato in Mozambico potrebbe essere un triste annuncio che la fine è vicina. Fine naturale che in molti, come il compagno di lotta Miangeni, invocano con la formula in lingua xhosa «Siyakukhulula tata», ovvero ti lasciamo andare padre. Sulla questione è intervenuta la figlia del premio Nobel per la pace, Makawize Mandela, che smentisce le dichiarazioni di Miangeni: «Nella nostra cultura, la cultura Tembu che conosco, non si lascia andare qualcuno a meno che non sia la persona a chiederlo. E Mandela non l’ha fatto».

Al di là delle dichiarazioni dei familiari, è cosa ben nota che non ci sia più nulla da fare. Novantaquattro anni, Mandela soffre per gli strascichi della tubercolosi contratta in carcere, che gli hanno provocato una infezione prima, e una insufficienza polmonare poi, complicata dall’età e dal generale deperimento fisico.

La sua dunque prossima morte, però, preoccupa il Sudafrica e il suo establishment, che dalla fine dell’apartheid in poi ha costruito una totale rivoluzione del paese, portandolo anche ad ospitare i Mondiali di calcio del 2010, ma che come era lecito aspettarsi ha riguardato solo alcune fasce, arricchitesi, mentre gran parte del popolo è rimasto povero e con pochi diritti.

Così, la fine dell’era del carismatico leader della lotta all’apartheid spegnerà un faro di speranza per tutti, con il rischio di trascinare la repubblica sudafricana in una nuova lotta sociale, i cui effetti sarebbero devastanti. Evento questo da non escludere, ma sul quale tutti pregano che non accada.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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