Sudafrica 2010: un mondiale “verde” anche lontano dal campo

Dall’acqua al trasporto, dai rifiuti alla biodiversità: le misure adottate nella rassegna iridata nell’ambito della prevenzione dell’inquinamento fuori e dentro gli stadi

di Adriano Ferrarato

Un evento di portata internazionale come questi campionati del mondo di calcio sudafricani, che hanno purtroppo visto uscire (con enorme mestizia) la nostra nazionale campione in carica, non implica solamente problematiche di tipo logistico o del controllo della sicurezza negli stadi. L’organizzazione e la gestione delle strutture, il rapporto con i tifosi e i turisti che accorrono da ogni parte del globo per ammirare le squadre più blasonate infatti vanno sempre strettamente a collegarsi, soprattutto in maniera inconsapevole, con le dinamiche ambientali che interessano l’intero pianeta Terra.

E’ stato calcolato che la quantità di emissione nocive prodotti nell’arco di tempo di tutto il torneo iridato si aggirerà, alla sua conclusione, intorno alle 900 mila tonnellate di anidride carbonica. A questa grande quantità si deve poi aggiungere un altro milione di CO2, prodotto dagli spostamenti che i tifosi stanno effettuando per raggiungere giornalmente i luoghi della manifestazione. Un impatto durissimo, incrementato anche dal fatto che la collocazione del Sudafrica, assai lontana rispetto alle grandi città internazionali, ha aumentato la necessità dei voli a lungo raggio e il consumo energetico per il soggiorno di tutti i partecipanti.

La bandiera "verde" del Sudafrica
La bandiera “verde” del Sudafrica

Tuttavia, proprio per risolvere questo problema, il governo sudafricano, in collaborazione con la FIFA e l’UNEP (il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ha formulato e attivato un interessantissimo programma ecologico, che già nei mondiali giocati nel 2006 in Germania era stato sperimentato con successo: definito simpaticamente “Green Gol” dovrebbe rendere in questi giorni di sport e solidarietà nazionale un notevole servizio per la tutela terrestre e ridurre al minimo i danni causati dall’inquinamento.

Toccando tutti i campi possibili (e non solo quelli calcistici), dall’acqua al trasporto, dai rifiuti alla biodiversità, il Green Goal prevede una serie di utili innovazioni: la fornitura di acqua piovana per tutti gli stadi, un aumento dell’impiego e del personale dei mezzi pubblici per favorirne l’utilizzo in alternativa a quelli privati. All’interno delle tribune degli spettatori, i cibi che verranno forniti saranno, per la durata di tutta la rassegna, confezionati in contenitori riciclabili e biodegradabili, allo scopo di limitare la produzione di rifiuti.

Illuminazione ad energia eolica
Illuminazione ad energia eolica

Il miglioramento della viabilità non si è poi limitato ai sistemi pubblici: in Sudafrica essa è stata infatti notevolmente sviluppata in questi ultimi anni grazie ad ingenti interventi di riparazione del manto stradale e la creazione di piste ciclabili e pedonali, con aree prontamente attrezzate e polifunzionali. Sono già operativi numerosi taxi ecologici a gpl e l’illuminazione notturna è possibile grazie all’alimentazione tramite energia eolica. E’stato inoltre fatto un notevole lavoro di vivaio e rimboschimento, in concomitanza ad una battaglia serrata contro l’infestazione da parte di animali come ad esempio insetti e topi.

E per sensibilizzare tutti i supporter alla protezione della natura, verrà consegnato ad ognuno di loro un importante Green Pass con tutte le informazioni più utili su come stare nel verde anche senza trovarsi sul campo da gioco. Perfino gli ipermercati della Coop si sono sensibilizzati alla causa ecologica, distribuendo magliette “dedicate” prodotte dal commercio equo solidale, con cotone proveniente dal Mali, adeguatamente finanziato e quindi di conseguenza sostenuto nel suo sviluppo alla produttività.

Anche se purtroppo non possiamo più tifare per i nostri azzurri, quindi, possiamo comunque far sentire la nostra voce a sostegno di un pianeta che ha bisogno del contributo di ciascuno di noi per non andare in rovina. E anche se molti non andranno in Sudafrica a seguire le prossime partite, (prossimi ormai alle gare ad eliminazione diretta), abbiamo comunque il dovere di dare il buon esempio cominciando dal fondamentale rispetto di casa nostra.

Foto: via sxc.hu; vivicentro.org

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