Subito Rossi, subito Rolling Stoner

All’avvio del mondiale di MotoGp Rossi sfata il tabù su una delle piste che meno ama. Secondo il compagno di squadra Lorenzo, ottimo terzo Dovizioso. La Moto2 non convince, 125 nera per gli italiani

di Francesco Guarino

Dove eravamo rimasti? Ah sì: Rossi si appuntava sulla tuta il nono titolo mondiale e Stoner costruiva castelli di sabbia (e di rabbia) nelle vie di fuga dopo l’ennesimo fuoripista. In Qatar l’australiano avrebbe l’occasione per dare il primo strappo al Motomondiale, in un avvio di stagione in notturna sulla pista che lo favorisce. Dopo sei giri è già a fare le sabbiature. Rossi vince controllando gli avversari con facilità e senza forzare più di tanto: alle sue spalle arriva il compagno di squadra Lorenzo, autore di un’ottima rimonta, e al terzo posto un convincente Andrea Dovizioso, che al fotofinish ha la meglio sul ducatista Hayden. In Moto2 e in 125 si annuncia un’annata magra per i colori italiani.

Il “Dottore” Valentino Rossi

ROSSI C’É – Il Dottore è costretto a una visita a domicilio sgradita: il circuito del Qatar non gli piace ed è terra di dominio del cangurotto Stoner. Nelle prove Rossi riesce a limitare il distacco, ma, dopo qualche giro dal via, Stoner è già davanti ad accumulare decimi su decimi. I secondi di vantaggio sono già due al sesto giro e suggerirebbero a chiunque un’amministrazione accurata del gap: non al giovane australiano, che “pinza” troppo sull’anteriore e ritorna il Rolling Stoner dei primi tempi. Suggeriamo una polizza Kasko: il premio d’assicurazione gli costerà un botto, ma, se questa è la prima gara, a fine stagione avrà incassato più Stoner dalle cadute che Rossi dalle vittorie. Rossi ha dovuto respingere solo un attacco, quello patriotticamente fratricida di Dovizioso: al 19° giro il Dovi prova la staccata all’interno, fiondato in rettilineo dal motore Honda 2010 che darà grattacapi a tutti. Valentino lo lascia passare avanti di qualche metro, poi alla prima staccata gli piazza il codino in faccia e se ne va in scioltezza. Il vero rischio per Rossi arriva dopo la bandiera a scacchi, perchè la benzina finisce poche centinaia di metri oltre la linea d’arrivo. Consumi elevati o rischio (poco) calcolato? Lorenzo risale il gruppo, dopo una partenza così così, e si piazza alle spalle del compagno: la Yamaha è già in gran forma. Dovizioso su Honda conquista un bel podio, Hayden e la sua Ducati si accontentano del quarto posto e l’ex-superbike Ben Spies agguanta un’ottima quinta piazza. Capirossi non festeggia alla grandissima la 300esima gara in carriera: scialbo nono posto, a venti secondi dal vincitore. Il main sponsor della sua Suzuki sarà anche la Rizla, ma non è il caso di farsi fumare così dagli avversari…

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MOTO2 E 125 – Nuovo regolamento per la vecchia 250, che tante soddisfazioni ha dato agli italiani in passato. Le moto hanno motore 600 cmc e telaio a scelta in un lotto ristretto, situazione che presumibilmente avrebbe dovuto favorire i “bocciati” per la MotoGp, alias Alex De Angelis e Toni Elias. Il vincitore della prima? Lo sconosciuto 19enne giapponese Tomizawa, 9° al via e trionfatore con 4 secondi e mezzo sullo spagnolo DeBon. La sua dichiarazione all’arrivo? «Scusate, non capisco più niente.» Figurati, neanche noi per ora capiamo nulla di una classe motociclistica che la Dorna ha trasformato in un triste monomarca Honda. De Angelis passa ugualmente alla storia: è il primo ritirato della nuova classe. In 125 ci toccherà tenere il tricolore in ripostiglio per parecchio quest’anno: tre piloti italiani al via, uno solo al traguardo. 22esimo su 23. Vittoria allo spagnolo Terol su Aprilia.

“SuperSic” Simoncelli

TOP&FLOP – Al top della prima di Motomondiale c’è come sempre Rossifumi: la calma è la virtù dei forti e lui, che è il più forte, il secondo posto se lo sarebbe preso senza sbraitare, sapendo che la pista gli era sfavorevole. Poi Stoner ha lasciato via libera ed è stata una marcia trionfale. Di conseguenza la palma del flop va a Casey “Rolling” Stoner, che la calma non sa neanche dove stia di casa. «Mi avevano avvisato dei problemi all’anteriore, sono stato imprudente». No Casey, con due secondi di vantaggio, quasi 20 giri da percorrere e un avviso dai box non sei stato imprudente: sei stato proprio fesso. I venticinque punti di ritardo in classifica fungeranno da promemoria. Al top c’è anche Ben Spies: arriva fresco di titolo dalla Superbike e il passaggio di categoria non è così scontato. Le SBK sono trattori a due ruote con gli aiuti elettronici ridotti al minimo, alle MotoGp manca giusto la macchinetta del caffè sulla forcella. L’americano classe ’84 surfa sulle dune del Qatar con la sicurezza di un veterano e chiude a meno di quattro secondi dal vincitore. Qualche coppetta se la porterà di sicuro a casa quest’anno. Floppone a tutto tondo per il team Honda Gresini, spagnolo di direzione e italiano di guida, con la strana coppia Simoncelli-Melandri. Rispettivamente undicesimo e tredicesimo all’arrivo, staccati di un’infinità e anche qualcosa in più. Simoncelli ha dichiarato a Sportweek che, quando c’è la sua ragazza in trasferta col team, la sera prima della gara è difficile che dorma sereno. Lo perdoniamo giusto perchè era all’esordio, ma da come ha guidato ieri sembrava che la notte prima non avesse proprio chiuso occhio. Alla prossima su i pantaloni e giù col gas.

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