Stupro Termini. Indagato il ragazzo tunisino ma in Italia i casi sono tanti

Il portone dove è stata trovata la 22enne (Proto)

Il portone dove è stata trovata la ragazza (roma.corriere.it)

Roma – Neanche il tempo di elaborare mentalmente la notizia, per poi farsi una propria idea dell’accaduto improvvisandoci investigatori di quartiere, ecco tornare a galla l’ipotesi dello stupro.

Giovedì scorso si era appreso che, sulla vicenda della giovane turista australiana trovata sanguinante in via Milazzo nelle vicinanze della Stazione Roma Termini, non si era trattato di violenza sessuale ma di un rapporto consenziente tra la ragazza e un giovane tunisino, conosciuto qualche ora prima in un bar vicino a Via Marsala.

Le testimonianze della ragazza stessa e delle sue amiche avevano scagionato inizialmente il ragazzo. In aggiunta c’erano dei filmati provenienti da due telecamere tra via Villafranca e via Vicenza, dove si era consumato il rapporto, che non lasciavano dubbi sulle dinamiche della vicenda: i due ragazzi, prima di appartarsi, camminavano mano per la mano smentendo completamente l’ipotesi dello stupro. Il ragazzo era stato identificato e poi accompagnato in questura per essere interrogato dagli inquirenti. Qualche ora dopo era stato rilasciato, senza accuse a suo carico.

Passano poco più di ventiquattro ore e si viene a sapere che il procuratore aggiunto Maria Monteleone, titolare del pool per i reati sessuali, apre un fascicolo contro il magrebino con l’accusa di stupro.

Sembrerebbe che il motivo di questo improvviso cambio di rotta delle indagini sia legato al fatto che la ragazza australiana fosse completamente ubriaca e, quindi, incapace di reagire all’approccio del tunisino che avrebbe così approfittato di lei.

Ci sono anche le dichiarazioni della psicologa del policlinico Umberto I, dove la giovane turista era stata ricoverata, Pamela Bruni che ha assistito la paziente dopo l’operazione: «La ragazza ha subìto uno stupro ma ha deciso di non denunciarlo per un sentimento di vergogna. Immagino – ha proseguito la psicologa – che l’abbia fatto per liberarsi dal peso mediatico che l’ha circondata immediatamente e per evitare la trafila giudiziaria che l’avrebbe attesa. Una risposta emotiva diffusa fra le donne che subiscono aggressioni di questo tipo».

In attesa di ulteriori sviluppi delle indagini, se fosse o no confermato il reato di violenza sessuale, da questa vicenda emergono alcune problematiche che caratterizzano da tempo Roma e, in generale, il nostro paese.

La prima riguarda la sicurezza della città capitolina. Opinione diffusa è che a Roma fatti di cronaca come questo siano aumentati notevolmente negli ultimi anni. Presunto responsabile è l’attuale sindaco della Città Eterna Gianni Alemanno. Secondo molti (soprattutto il fronte dell’opposizione), da quando Alemanno si è insediato al Campidoglio, la città ha conosciuto un’escalation di atti criminali, causati dalla sua negligenza nell’attuare controlli più assidui nelle zone ad alto rischio.

Una cosa è certa: secondo i risultati del rapporto elaborato dall’Osservatorio regionale per la legalità del Lazio (in riferimento al quinquennio 2006/2010), la criminalità nella capitale è aumentata. Al primo posto troviamo proprio le violenze sessuali. Secondo il rapporto, infatti, si è passati da 0,67 casi di denuncia per violenze sessuali ogni 10 mila abitanti nel 2006, a 0.83 casi nel 2010.

Un problema, questo della sicurezza della città, che si è aggravato da prima che Alemanno fosse eletto sindaco. Forse l’unica cosa che può essergli imputata è il fatto che non riesca a contrastare potenziali fonti di azioni devianti: in riferimento al caso della ragazza australiana, il tutto è nato per i famosi pub crawl (tour alcolici low cost) che caratterizzano le serate romane. C’è un’ordinanza stessa del sindaco del 2010 che vieta questa pratica ma che, di fatto, non è stata mai messa in atto.

La seconda problematica, che riguarda non soltanto Roma, ma l’intero paese, è la violenza sessuale e i maltrattamenti contro le donne.

Secondo la ricerca condotta dall’Istat nel 2006sono 6 milioni 743 mila le donne dai 16 ai 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale (circa il 4,8% di loro hanno subito stupri o tentati stupri). Bisogna anche aggiungere come che nella quasi totalità dei casi le violenze non siano denunciate (soltanto per lo stupro la percentuale si aggira al 91,6%).

psises.it

Altro dato allarmante è il fatto che il 69,7% degli stupri sia ad opera dello stesso partner. Il caso di Termini, se fosse accertato il reato di violenza sessuale, rientrerebbe in quella minima percentuale (6,2%) comprendente lo stupro da parte di estranei; se si prende in riferimento la nazionalità degli stupratori poco più del 10% è riconducibile agli stranieri.

Naturalmente è una ricerca che riguarda una tematica caratterizzata da notevoli sommersi, quindi i risultati non vanno presi come “dogma”, ma servono da monito per intraprendere azioni di prevenzioni mirate, soprattutto in riferimento ai luoghi. Sempre secondo la ricerca dell’Istat, nel caso di violenze sessuali da parte di estranei, i luoghi più frequenti sono i mezzi pubblici (16,8%) e le strade (14,6%).

Risolvere un problema del genere in un giorno facendo riferimento soltanto a delle percentuali è pura fantasia. Probabilmente una politica di maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine in determinate zone, integrata con una progettazione ambientale finalizzata alla prevenzione di atti devianti, può risultare un piccolo passo di miglioramento, pur sempre preferibile alla semplice consapevolezza dell’esistenza del problema.

Giorgio Vischetti

foto|| psises.it: roma.corriere.it; lettera43.it

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