Stupro Piazza di Spagna, era un gioco erotico: si era finta prostituta

Piazza di Spagna (bbdellalupa.net)

ROMA - Al peggio non c’è mai fine. Dopo aver rivelato stamattina che lo stupro denunciato la sera tra il 18 e il 19 febbraio in realtà non era mai avvenuto, la ragazza spagnola di 23 anni ha vuotato completamente il sacco, rivelando che non c’è stata nessuna violenza, né tantomeno un rapporto occasionale, bensì un gioco erotico organizzato con il benestare del compagno, che è finito male per la rottura del preservativo. A mettere definitivamente spalle al muro la ragazza sono state le indagini della Polizia: gli investigatori hanno prima scandagliato le telecamere di Piazza di Spagna senza rilevarne mai la presenza, poi hanno rilevato il tracciato del telefonino della 23enne, scoprendo che in realtà la studentessa non si era mai spostata dalle vicinanze della sua abitazione, in zona san Giovanni. Di fronte alle prove incontrovertibili, la ragazza, studentessa in Italia con il progetto Erasmus, ha confessato che lo stupro denunciato era in realtà un gioco erotico concordato con il compagno, un benestante 40enne spagnolo, nel quale avrebbe dovuto abbordare uno sconosciuto fingendosi una prostituta.

SESSO CON UNO SCONOSCIUTO - Dai primi verbali è emerso che la ragazza, la sera del 18 febbraio, si è aggirata in zona San Lorenzo con abbigliamento provocante, cercando di sembrare quanto più possibile una prostituta, per abbordare uno sconosciuto ed intrattenere con lui un rapporto sessuale occasionale e consenziente. Il tutto con il benestare del fidanzato 40enne, che avrebbe quindi contribuito a trascinare la ragazza nel torbido gioco erotico. L’incontro, tuttavia, avrebbe avuto un risvolto negativo con la rottura del profilattico: la studentessa, nel panico, ha pensato di inscenare uno stupro per ottenere adeguata assistenza e relativa profilassi. Resta da chiarire la posizione del 40enne, che al momento sembra essere stato ingannato anch’egli. La ragazza è invece indagata per simulazione di reato e rischia da 1 a 3 anni di carcere. «Non avrei mai pensato che dicendo della violenza sessuale al pronto soccorso sarei finita negli uffici della squadra mobile» – ha dichiarato la 23enne ai magistrati, di fronte alle prove della simulazione di reato - «Pensavo che non mi avrebbero assistita adeguatamente se avessi detto la verità. Che non mi avrebbero fatto le terapie giuste».

Redazione

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews