Studenti ancora in piazza, tra striscioni, slogan e scontri con la polizia

Ancora proteste degli studenti in tutta Europa

ROMA – Sta per volgere al termine, si spera senza ulteriori tensioni, un’altra giornata di cortei, proteste e manifestazioni degli studenti di tutta Italia e di tutti i livelli scolastici contro la Riforma del ministro Gelmini.

«Fermatevi!». Questo il grido che ha accomunato da nord a sud ricercatori universitari e alunni delle scuole medie, impegnati nelle più diverse form di dissenso verso un decreto di legge la cui approvazione proprio oggi doveva passare in aula.

Gli studenti italiani, come i loro colleghi in 19 paesi europei e oltre 90 atenei, hanno voluto alzare la voce per urlare che a vedere morire la scuola pubblica e l’università proprio non ci stanno. «Con questo disegno di legge -aggiunge l’Unione degli universitari- il Governo vuole l’eutanasia del sistema universitario. Sistema, che noi per primi da anni diciamo che non va, ma questa riforma non è la medicina, ma il suo veleno mortale. Questa è una riforma che taglia il fondo per le borse di studio, introduce un’idea di merito finta, diminuisce drasticamente la rappresentanza studentesca elimina la figura del ricercatore e soprattutto taglia il finanziamento al fondo di finanziamento ordinario. Tagli che decreteranno la chiusura di molti atenei».

Nella Capitale scene di violenza e scontri tra studenti e forze dell’ordine in via del Corso, dove poliziotti e carabinieri hanno caricato gli studenti che avevano assaltato due blindati. A Bologna invece è stata la zona della stazione lo scenario di tensioni e tafferugli, con conseguente chiusura delle vie di accesso e uscita. A Parma sempre la stazione ferroviaria nel mirino delle proteste, con occupazione dei binari e interruzione d’obbligo della circolazione sulla linea ‘tradizionale’ Bologna-Milano. Binari assediati anche a Venezia.

Disordini in metropolitana a Milano, con due stazioni costrette a chiudere sulla linea 1 (Duomo e Cordusio) e una sulla linea 3 (Missori).

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Meno diplomatici i manifestanti genovesi, che in piazza Ferrari hanno gettato secchi di letame liquido addosso agli assessori allo Sviluppo economico di Provincia e Comune di Genova, Paolo Perfigli e Giovanni Vassallo (entrambe del PD), ed altri ospiti di un’emittente televisiva che stava registrando delle interviste. Inutile dire che le riprese sono state interrotte. Lanci di rifiuti anche a Napoli: qui si è preferito usare contro l’entrata della sede della Regione Campania, a Palazzo Santa Lucia, ciò che più era a portata di mano, veri e propri sacchetti in plastica con l’immondizia.

Sempre da Genova notizia di tensioni con le forze dell’ordine davanti alla Prefettura: tra urla e insulti al Governo, gli studenti hanno lanciato oggetti, uova e fumogeni contro poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Da questi la risposta è arrivata con l’uso dei manganelli.

Sfilate pacifiche, almeno stando alle fonti ufficiali, a Cosenza, mentre l’altra università calabrese, quella di Reggio, era oggetto di occupazione. Occupazioni anche a L’Aquila, dove gli studenti hanno sfidato la neve pur di non rinunciare alla loro lotta.

A Torino alcuni manifestanti si sono staccati da un corteo e hanno effettuato un blitz negli uffici del Ministero dell’Istruzione e dell’ Università e Ricerca (Miur), in via Pietro Micca.

Ad Ancona la notte di occupazione ha dovuto affrontare un imprevisto:  sul tetto della Facoltà di Ingegneria una delle tende ha ceduto costringendo i ragazzi a ripiegare nell’aula sottostante.

Il maltempo e il freddo forse remano contro la protesta. Ma gli animi sembrano restare caldi. E non arrendersi.

Ma quale per ora la risposta del Governo? Silvio Berlusconi, parlando con l’ANSA al suo rientro a Palazzo Grazioli, difende a spada tratta il provvedimento elaborato dal ministro Mariastella Gelmini. “Gli studenti veri sono a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso”.

Redazione

FOTO: http://www.palermoperpalermo.com; http://www.ilsussidiario.net

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