Stromboli. Testato Billi, il radar che prevede le eruzioni vulcaniche

È italiano il primo test in assoluto per “Billi”, il radar che analizza i fumi vulcanici e prevede le possibili eruzioni

Il nuovo sistema Billi, analizzando i gas delle attività vulcaniche, permette di prevedere eruzioni fino a 3000 metri di distanza (askanews.it)

Il nuovo sistema Billi, analizzando i gas delle attività vulcaniche, permette di prevedere eruzioni fino a 3000 metri di distanza (askanews.it)

Il vulcano Stromboli è stato l’oggetto principale per un test di ben 24 ore riguardante il funzionamento di “Billi”, un radar capace di analizzare i fumi che fuoriescono dai crateri vulcanici. Il sofisticato apparecchio progettato dall’Enea ha fornito in tempo reale immagini tridimensionali del pennacchio, dimostrando di essere capace di misurare con estrema precisione i contenuti di biossido di carbonio dei fumi anche a 3000 metri di distanza. Questa funzione si rivela fondamentale, dunque, anche e soprattutto per godere di maggior puntualità nella previsione delle eruzioni vulcaniche.

UNA FONDAMENTALE NOVITA’ – La complessa e articolata tecnologia su cui si basa Billi permette – per la prima volta in assoluto nel campo scientifico inerente alla branca della geofisica e della vulcanologia – di misurare a distanza la concentrazione di CO2 contenuta nei gas sprigionati dalle attività vulcaniche. Nel corso del test che ha avuto luogo a Stromboli, dunque, si è stabilito che l’operazione fornita da Billi permette di archiviare una pratica già in possibilità d’uso in precedenza ma estremamente rischiosa, complessa e pericolosa se messa in atto dalla presenza umana in prossimità delle attività vulcaniche monitorate.

Stromboli è stato il luogo dei primissimi test per Billi (siciliainformazioni.com)

Stromboli è stato il luogo dei primissimi test per Billi (siciliainformazioni.com)

COME FUNZIONA – Il funzionamento di Billi si basa sostanzialmente su un sistema di specchi all’interno del quale un fascio laser può essere orientato in ogni direzione possibile riuscendo, così, a fornire delle vere e proprie scansioni dei pennacchi vulcanici. Il procedimento è simile a quello riguardante la tomografia, vale a dire la tecnica spettroscopica utilizzata anche in ambito medico per la rappresentazione del corpo umano.

ECCELLENZA ITALIANA PER UN PROGETTO EUROPEO – Lo sviluppo del sistema Billi è stato reso possibile grazie al progetto europeo Bridge (Bridgind the gap between gas emission and geophysical observations at active volcanoes) dell’European Research Council, sotto la coordinazione di Alessandro Aiuppa dell’Università di Palermo. Lo scopo principale è quello di riuscire ad ampliare i margini di previsione delle eruzioni vulcaniche potendo, quindi, fornire adeguata allerta alle popolazioni in caso di pericolo grazie ad una scansione ben più rapida di quelle offerte dagli strumenti finora in uso dai vulcanologi. Ulteriore obiettivo, ovviamente, è quello di riuscire a contenere, fin dove possibile, i costi per permettere di installare laser fissi su tutte le aree vulcaniche di potenziale pericolosità, in modo da incrementare le possibilità di sorveglianza ed eventuale allerta.

Foto: askanews.it / siciliainformazioni.com

Stefano Gallone

@SteGallone

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