Strauss-Kahn: cameriera parlò con marito

PARIGI – Il trafficante di droga con il quale Nafissatou Diallo parlava al telefono il giorno dopo l’arresto di Dominique Strauss-Kahn non è altro che il secondo marito di lei, un gambiano che si trova attualmente in carcere.

Questo è si evince dalle rivelazioni provenienti dalle pagine del Le Journal du Dimanche. I due si sarebbero sposati poco più di un anno fa ma il matrimonio non è ancora stato trascritto nei registri dello stato civile Usa.

La telefonata è stata l’elemento che ha dato una svolta all’inchiesta a favore di Strauss-Kahn.

«Non ti preoccupare, questo tizio ha un sacco di soldi, so quello che faccio» è quello che ha detto la donna al suo compagno detenuto, 28 ore dopo aver denunciato lo stupro. Si tratta di parole che equivalgono alla definitiva perdita di credibilità di Ofelia, la cameriera trentaduenne del Sofitel di New York, giunta in Usa come profuga e dipinta come una buona musulmana.

Già dal 14 maggio scorso, una volta intercettata la telefonata, gli inquirenti avevano nutrito seri dubbi circa la credibilità della donna, sottoponendola, dunque, ad un nuovo interrogatorio molto più approfondito. Nell’audizione, quindi, la donna, messa seriamente sotto pressione, confessò che il racconto di persecuzione politica fatto sette anni fa ai funzionari dell’immigrazione per ottenere l’asilo politico era falso.

Successivamente si venne a sapere che il fidanzato della donna era detenuto nel carcere dell’Arizona, elemento che contribuì ad incrementare ulteriori dubbi circa le sue esposizioni. In sua difesa, l’avvocato Kenneth Thompson espresse solo una giustificazione relativa al fatto che la donna non sapeva della losca attività del compagno.

Il 9 giugno, poi, la donna scoppiò in lacrime nel corso del suo interrogatorio, fino ad arrivare all’incontro di martedì scorso negli uffici della procura, durato circa sei ore. Contemporaneamente, gli inquirenti avevano scoperto anche che Ofelia aveva ricevuto migliaia di dollari sul suo conto.  I relativi versamenti erano stati individuati come provenienti da Arizona, Georgia, Pennsylvania e New York. In difesa, la donna aveva detto di avere solo quello di cameriera come lavoro producente reddito.

In più, la donna aveva fornito anche una nuova versione delle azioni compiute dopo lo stupro, diversa da quella rilasciata a maggio, quando disse di aver contattato subito il suo supervisore. Secondo l’ultima versione, Ofelia sarebbe andata a pulire un’altra camera per poi tornare a sistemare quella di Strauss-Kahn, ma i dati della carta elettronica che apre le porte forniscono un’informazione relativa al fatto che la cameriera andò in un’altra stanza solo dopo aver finito in quella di Strauss-Kahn

Foto | Il Messaggero

Redazione

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