Strage di Ustica: lo Stato è responsabile, 100 milioni alle vittime

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ansa.it

Palermo – Quattro anni dopo i primi risarcimenti di 980 mila euro ai familiari di 4 delle 81 vittime della strage di Ustica, il tribunale di Palermo ha condannato lo Stato a risarcire 81 parenti di circa una 40ina di vittime, con un’indennizzo di oltre 100 milioni di euro.

La sentenza del giudice Paola Protopisani è inequivocabile e dà ragione al collegio difensivo che accusava lo Stato di responsabilità nel mancato accertamento della verità sul tragico incidente aereo di 31 anni fa.

Ancora oggi, infatti, non è ancora chiaro se l’aereo fu abbattuto da un missile o cadde per l’esplosione di una bomba. Tuttavia, Il tribunale ritiene che i ministeri siano responsabili per non avere garantito la sicurezza del volo e praticato l’occultamento della verità con depistaggi e distruzione di atti.

‹‹La sentenza – dice il collegio legale costituito da Alfredo Galasso, Daniele Osnato, Massimiliano Pace, Giuseppe Incandela, Fabrizio e Vanessa Fallica, Gianfranco Paris – è il frutto di una lunga e articolata istruttoria, durata circa tre anni, nella quale il tribunale ha avuto modo di apprezzare e valutare tutte le emergenze probatorie già emerse nel procedimento penale››. Così, secondo i legali, ‹‹il risultato della vicenda processuale rende giustizia per la ultratrentennale tortura che i parenti delle vittime hanno dovuto subire ogni giorno della loro vita anche a causa dei numerosi e comprovati depistaggi di alcuni soggetti deviati dello Stato››.

Secondo l’avvocato Osvaldo, uno dei legali delle famiglie e convinto sostenitore della tesi missile, nella sentenza ‹‹si parla esplicitamente del famigerato Punto Condor, un tratto affidato all’aerovia militare francesi, la Delta Wisky che incrocia, proprio sopra il cielo di Ustica, l’aerovia civile Ambra 13. La pericolosità di quel punto – aggiunge il legale – era stata più volte segnalata da piloti dei mezzi di linea››.

La sentenza, dice ancora Osvaldo ‹‹contiene caratteri innovativi anche per quanto riguarda la quantificazione del danno. Il giudice ritiene che le prescrizioni sul piano penale per i circa 50 militari indagati non possono essere trasferite sul piano civile e la sentenza condanna i due ministeri secondo il principio della “immedesimazione organica”, e cioé la responsabilità civile dei militari ricade sugli organi dello Stato da cui dipendevano››. Gli avvocati delle parti lese ritengono, inoltre, che ‹‹in concomitanza della caduta del regime di Gheddafi, la nazione sia direttamente informata del contenuto degli archivi dei servizi segreti libici nei quali si ha ragione di ritenere che siano contenuti ulteriori documentazioni rilevanti sul fatto. E ciò consentendosi un accesso diretto da parte dell’Italia senza alcuna manomissione››. Intanto, per il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi ha commentato ‹‹la sentenza, per quello che sembrano essere le motivazioni, è in totale contrasto con quella della Cassazione, già passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribune civile di Roma.

E’ ormai accertato che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimità del DC9 Itavia – continua Giovanardi – mentre la Commissione dei periti internazionali ha concluso all’unanimità per l’esplosione di una bomba in una toilette di bordo››.

Di altro parere Daria Bonfietti, la presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime, secondo la quale, quella di Palermo, è una ‹‹sentenza molto importante›› perché ‹‹dice che non è stata difesa la vita di cittadini italiani. Siamo in una stranissima situazione – ha spiegato – la verità ha trovato una conferma da Cossiga, è stata ammessa da Formica come quella che tutti conoscevano, ma il nostro Governo non vuole accettarla […] Il presidente della Repubblica – ha concluso la Bonfietti- negli ultimi due anniversari ha parlato di “intrecci eversivi e intrighi internazionali” e ha chiesto che “ogni sforzo deve essere compiuto per arrivare alla verità”››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it; sky.it

 

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