Strage in chiesa in Russia: folle spara e uccide due persone

La cattedrale della Resurrezione a Yuzhno (Sakhalin) (ria.ru)

La cattedrale della Resurrezione a Yuzhno (Sakhalin) (ria.ru)

Sakhalin (Russia) – Strage in una chiesa ortodossa russa: un uomo ha fatto irruzione nella cattedrale dell’isola di Sakhalin e ha aperto il fuoco, ferendo sei persone e uccidendone due, tra cui una suora. Nonostante le imponenti misure di sicurezza dispiegate in tutta la Russia per i giochi olimpici di Sochi 2014, l’evento è stato imprevedibile e inarrestabile.

PUBBLICA SICUREZZA – Come hanno riportato l’Ansa e la Bbc, l’uomo è un dipendente di una società di sicurezza, una delle molte impegnate su tutto il territorio russo: venticinque anni, è stato arrestato dalle forze dell’ordine ma non si conoscono ancora le motivazioni del suo folle gesto, costato la vita a una suora e a un fedele, che si erano trattenuti in chiesa dopo la funzione.

LE RICOSTRUZIONI – L’uomo avrebbe fatto irruzione nella cattedrale ortodossa dell’isola poco dopo il termine della messa, brandendo un’arma non specificata ma che, secondo le prime discrezioni, sembra essere stato un fucile, per poi aprire il fuoco sui fedeli presenti. Una suora e un parrocchiano avrebbero provato a fermarlo e sarebbero per questo rimasti uccisi nella pioggia di fuoco.
I sei feriti non verserebbero in gravi condizioni, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine; tuttavia, ancora non si conoscono le ragioni del folle gesto dell’uomo. Secondo alcuni testimoni, l’uomo avrebbe agito per odio verso la Chiesa, tanto da distruggere anche una croce durante l’azione omicida: a riferire questo dettaglio è stato un sacerdote, Viktor Gorbach. Gli investigatori pare abbiano già chiesto a un team psichiatrico di determinare le condizioni mentali del sospettato.

MEMORIALE - L’arcivescovo ortodosso locale, Tikhon, ha annunciato anche alla Reuters che nella tarda giornata di domenica si svolgerà una celebrazione per la tragedia. Già molti fedeli si sono assiepati lungo le mura della chiesa cattedrale, dove hanno deposto fori in memoria delle vittime. Anche il patriarca di Mosca Kirill ha ricordato nella preghiera i defunti: «coloro che sono morti oggi, in ogni caso sono morti nel tempio di Dio – detto, ribadendo la nuova sintonia tra Chiesa e governo nella Russia di Putin – hanno provato a evitare che una persona contaminasse il nostro luogo sacro. Sono morti da eroi, come soldati al fronte».

SOCHI 2014 – I principali pericoli si temevano in arrivo dalla zona del Caucaso, soprattutto per via dei militanti islamici: Sakhalin dista però oltre 7.500 chilometri da Sochi. Il governo russo ha comunque rafforzato le misure di sicurezza in tutto il paese: proprio nei primi giorni dei Giochi, infatti, un ucraino aveva tentato di dirottare un aereo.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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