Strage ad Oslo, doppio attentato. Oltre 90 morti, il killer è norvegese

L’estate norvegese si tinge di sangue. Prima un’autobomba esplode nel centro di Oslo, a pochi passi dalla sede del palazzo del primo ministro, poi un uomo travestito dal poliziotto apre il fuoco su un gruppo di giovani del partito laburista, radunati per un camping-vacanza sull’isola di Utoya, pochi km al largo dalle coste norvegesi. I morti sono più di 90.

Il centro di Oslo dilaniato dall’esplosione (quotidianoitaliano.it)

PISTA AL QAEDA ESCLUSA - Responsabile di entrambi gli attentati sarebbe Anders Behring Breivik, 32 anni, norvegese, “cristiano fondamentalista” vicino ad ambienti dell’estrema destra. Sulla sua presunta pagina Facebook emerge un quadro di Breivik terribilmente affine a quello dell’Alexander DeLarge di Arancia Meccanica: amante della musica classica, per poi scoprirsi appassionato dei videogiochi Modern Warfare 2 e World of Warcraft, entrambi di guerra e tattica militare. I suoi film preferiti sono il Gladiatore 300. La pista che inizialmente portava al terrorismo islamico viene quindi esclusa e si passa a valutare l’impatto della figura di Breivik all’interno delle realtà estremiste politiche norvegesi.

LA PRIMA STRAGE - La paura inizia alle 15.26, quando una forte esplosione viene udita in una zona centrale di Oslo, nella quale i palazzi del potere sono vicini alle sedi dei più importanti quotidiani del Paese. All’inizio si parla di due vittime, ma il bilancio sale fino a raggiungere il numero di sette morti accertati, più diversi feriti di cui molti in condizioni critiche.

L’ORRORE A UTOYA - Sull’isola di Utoya, a distanza di un paio d’ore e di qualche decina di km dal teatro dell’esplosione, si consuma la seconda parte del piano criminale che la polizia attribuisce integralmente a Anders Behring Breivik: un uomo vestito da poliziotto raduna a sé i giovani presenti sull’isola, riuniti in un pacifico camping estivo del partito laburista ed in attesa del premier Jens Stoltenberg, il leader carismatico del movimento politico, che avrebbe dovuto portare il proprio saluto e il proprio incoraggiamento. La scusa è quella di un controllo di sicurezza dopo l’attentato ad Oslo, i giovani si avvicinano rassicurati dall’uniforme e dai modi dell’uomo. In pochi secondi è una carneficina: Breivik sfodera una mitragliatrice e apre il fuoco sulla folla. Rincorre i ragazzi in giro per l’isola e li falcidia senza pietà con raffiche impazzite di mitra. Inizialmente si parla di 20/25 morti, ma nella notte il conteggio quadruplica drammaticamente: sull’isola ci sono finora i corpi di 84 ragazzi.

NAZIONE SOTTO SHOCK – Il premier Stoltenberg e il suo ministro della giustizia alla sera si rivolgono alla nazione:«Dobbiamo reagire e dobbiamo farlo in nome della democrazia, prenderemo i colpevoli e li metteremo di fronte alle loro responsabilità». Bocche cucite sulla matrice degli attentati, anche se la polizia ha specificato di aver trovato ordigni inesplosi sull’isola, mentre a Oslo altro esplosivo è stato rinvenuto vicino alla sede di un tv.

Redazione

Foto homepage: qn.quotidiano.net

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