Stop alle telefonate in diretta televisiva! E’ killeraggio mediatico

Sergio Zavoli, presidente commissione parlamentare vigilanza Rai

Roma – Un clima politico avvelenato che continua a infiammarsi a ogni diretta televisiva. Giornali di regime che propongono ai lettori una versione parziale e per nulla obiettiva della realtà odierna. Tra le escursioni telefoniche del premier e quelle del direttore generale della Rai Mauro Masi, il contradditorio tipico delle trasmissioni di approfondimento politico è stato letteralmente gettato alle ortiche, tanto che il presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, ha deciso di affrontare il problema. Secondo il presidente Zavoli bisogna dare delle regole certe per le telefonate in diretta alle trasmissioni, questione che verrà probabilmente presentata e discussa nella seduta di martedì prossimo. La presa di posizione di Zavoli è arrivata dopo l’intervento del direttore generale, Mauro Masi, ad Annozero. Dovrà essere discusso come impedire un uso improprio degli interventi esterni nelle dirette della Rai.

Mentre si tenta di affrontare il problema dell’uso improprio delle trasmissioni televisive, rimane ancora aperta la questione della carta stampata. Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, mette in evidenza come gli attacchi di alcuni giornali a personaggi ritenuti scomodi portino a risultati disastrosi. «In Italia il metodo Boffo ha fatto scuola – ha ricordato Sciortino – se ne parlerà nelle scuole di giornalismo come di un uso improprio dell’informazione per fare killeraggio mediatico». Fu Il Giornale a scatenare, nel 2009, l’attacco mediatico che portò alle dimissioni dell’ex direttore di Avvenire. Secondo Sciortino l’informazione in Italia è passata «dai dossier di approfondimento al dossieraggio per colpire la vittima di turno». Durante la festività del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, anche Dionigi Tettamanzi ha parlato della situazione dell’informazione. L’Arcivescovo di Milano ha detto che il mondo dell’informazione non deve tacere su quanto accade nella società ma non si dovrebbe lasciar contagiare dal clima avvelenato e dalle polemiche che si scatenano specialmente nel campo politico, in quanto così si allontana l’attenzione dai bisogni reali delle persone.

L'arcivescovo Dionigi Tettamanzi

«Certo – ha esordito Tettamanzi rifacendosi in modo indiretto alla cronaca politica recente – nessuno chiede di tacere episodi, fatti, denunce, indagini che riguardano quanti sono chiamati ad animare e a guidare il Paese e dai quali tutti attendono esemplarità, nel pubblico e nel privato. Ma i giornali e tv contribuiscono davvero a costruire e promuovere l’opinione pubblica quando si lasciano contagiare dal clima avvelenato e violento causato da una politica che dimentica o sottovaluta i bisogni reali e concreti delle persone? I problemi veri del nostro Paese non sono certo quanto da mesi leggiamo nelle cronache politiche – cronache che dimostrano secondo l’Arcivescovo – una classe politica che tende a mettere al centro della propria azione le vicende personali dei suoi più diversi protagonisti».

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