Stop al ‘Revenge porn’: Google rimuove le immagini a luci rosse dal web

Google tenta di porre fine al 'Revenge porn' cancellando tutte le foto e i video dal contenuto esplicitamente sessuale, pubblicati senza consenso

google privacy

Google mette fine al Revenge porn

Google bandisce il Revenge porn: la pubblicazione online di immagini intime senza consenso, effettuata con fini esplicitamente vendicativi. A breve il leader dei browser effettuerà la rimozione di tutti i link che rimandano direttamente ai siti di diffusione e catalogazione di materiale dal contenuto erotico, sottratto alla privacy delle vittime.

REVENGE PORN – Non stiamo parlando di una insignificante percentuale di casi, Il fenomeno del Revenge porn è al contrario, estremamente diffuso e sembra non arrestarsi. Proliferano sul web scatti e registrazioni video rubati all’intimità di milioni di vittime, che senza alcun tipo di assenso vedono la propria sessualità divorata dagli occhi indiscreti del pubblico internettiano. Che sia per capriccio, per vendetta o per triste idiozia dei carnefici l’esito è inevitabilmente sempre lo stesso: l’identità sessuale viene privata della discrezione e del rispetto che merita. Per poter ricevere giustizia e tentare di ricostruire la propria riservatezza, le vittime dovranno sottoscrivere un preciso provvedimento nei confronti di Google, a questo fine il motore di ricerca metterà a disposizione una richiesta da compilare online.

lA DICHIARAZIONE DI SINGHAL- In passato anche altri social network come Twitter e Reddit hanno preso misure contro il Revenge porn ma quella di Google è finora la più dura. Scrive Singhal, vicepresidente ed ingegnere informatico di Google Inc.: «Si tratta di una misura dai confini ben precisi, simile a quella che abbiamo già adottato per rimuovere informazioni altamente personali come il numero del proprio conto in banca. Sappiamo di non poter risolvere il problema del Revenge porn – non possiamo rimuovere quelle immagini da Internet, ovviamente – ma speriamo che la rimozione di queste immagini dalle nostre ricerche possa dare una mano.»

IN SINTONIA COL DIRITTO ALL’OBLIO  – In molti hanno paragonato la nuova misura a quanto Google è già costretta a fare da una sentenza della Corte di giustizia sul cosiddetto “Diritto all’oblio”, che prevede la cancellazione di informazioni inadeguate, irrilevanti, travisate, o non conformi agli scopi per cui sono state pubblicate. Ma se sul primo tema Google aveva mostrato una qualche forma di ritrosia, adesso assume una atteggiamento maggiormente fermo e deciso.

Antonietta Mente

@AntoMente

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