Stop al nucleare: reale ripensamento o tentativo di far fallire il referendum?

Roma - “Non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.
Con queste inequivocabili parole è stato modificato l’articolo 5 del decreto legge in materia di energia atomica.

Il governo ha oggi depositato nelle aule del Senato un emendamento al decreto legge Omnibus che di fatto cancella tutte le norme per la costruzione delle nuove centrali, mirando a superare definitivamente il referendum del 12-13 giugno, andando oltre la sospensione per un anno del programma nucleare già prevista nell’articolo 5.

La decisione del Governo viene accolta con favore da quasi tutti i gruppi parlamentari, ma a far discutere sono le reali motivazioni che avrebbero condotto ad un così brusco passo indietro dell’esecutivo, non certo riconducibile alla sola tragedia nipponica.

Sulla questione è intervenuto nella giornata di oggi, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che ha invitato l’Europa ad una riflessione economica e a “rivedere i trattati anche alla luce dell’incidente di Fukushima, finanziare la ricerca e le energie alternative con gli eurobond fatti tutti i conti dei costi e delle prospettive. E’ il momento per un passaggio storico, di ragionare su una versione applicata del vecchio e glorioso piano Delors: investire in piani di investimento per le ricerche alternative, anche combinandole con la nuova struttura geopolitica del Mediterraneo”.

Commentando la decisione della maggioranza, Bersani parla di vittoria del Pd e aggiunge: ”Sul nucleare il governo scappa dalle sue stesse decisioni, credo che questa sia una vittoria nostra, di chi ben prima del Giappone ha messo in luce l’assurdità di un programma nucleare come era stato concepito dal governo. Ora però bisogna uscire dall’ambiguità e dire che politica energetica si vuole fare”

Più duro il commento di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, secondo il quale la maggioranza non ha fatto alcun dietro front sulle centrali atomiche, ma ha semplicemente in parte il timore di perdere preziosi voti nelle elezioni amministrative e in parte ha grande interesse nel disincentivare l’afflusso di cittadini alle urne per il referendum di giugno in cui, tra i quesiti proposti, vi è anche quello della completa abrogazione della legge sul legittimo impedimento”.

Davide Lopez

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