Stop agli occhiali 3D:vietati sotto i 6 anni

Il Consiglio Superiore della Sanità ha vietato l’uso degli occhiali a 3D per i bambini al di sotto dei 6 anni e l’utilizzo degli occhiali multiuso

di Claudia Vallini

Gli occhialini 3D incriminati

La decisione è stata presa dopo le pressioni esercitate dal Codacons a tutela della salute dei consumatori e a seguito di alcuni casi di spettatori con disturbi oculari in seguito alla visione di film con occhiali a 3D, non ultimo il caso di una bambina di 3 anni di Milano con gonfiore agli occhi diagnosticatole al Pronto Soccorso. Il successo e i milioni di spettatori (si stima oltre 6) di film come Avatar e Alice in Wonderland ha portato alla ribalta i problemi di salute legati all’utilizzo degli occhiali per la visione a tre dimensioni, problemi sia di ordine igienico, per la cattiva sterilizzazione di occhiali che passano da uno spettatore all’altro con possibilità di trasmissione di infezioni batteriche, sia dovuti alla prolungata visione del film senza interruzioni, che potrebbe scatenare forti emicranie, nausee e vertigini, soprattutto in soggetti già predisposti. Disturbi che possono quindi andare dalla trasmissione di pidocchi e congiuntiviti, a volte difficili da curare, all’affaticamento visivo e addirittura è possibile che le modalità della visione, in cui gli occhi sono costretti a lavorare diversamente dal solito, risveglino difettivi visivi prima sopiti, come lo strabismo.

Nella visione tridimensionale o stereoscopica sullo schermo vengono proiettate due immagini differenti e, attraverso l’uso degli appositi occhiali, ogni occhio ne vede una sola che trasmette al cervello in grado di costruire la visione a 3 dimensioni, con conseguente notevole sforzo di occhi e mente.  Anche in soggetti adulti sarebbe quindi preferibile un intervallo nella visione di film particolarmente lunghi e risulta sconsigliabile la visione di due pellicole consecutive. Non solo, l’utilizzo di tali occhiali è fortemente controindicato nei bambini al di sotto dei 6 anni, in quanto a tale età non è ancora sviluppata una completa visione binoculare o potrebbe essere presente un difetto visivo latente o non ancora diagnosticato.

Spettatori a rischio salute?

Gli occhiali 3D in uso nei cinema possono essere di diverso tipo a seconda della tecnologia utilizzata per la proiezione, alcuni sono usa e getta, altri devono essere disinfettati dopo ogni utilizzo prima di essere consegnati allo spettatore successivo. Questa pulitura può essere eseguita manualmente con salviette igienizzanti oppure con speciali macchinari, il cui acquisto non è però obbligatorio, per questo negli scorsi mesi i Nas hanno sequestrato per motivi igienici più di 7 mila paia di occhiali. Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, gli occhiali a 3D, come tutti gli altri, devono presentare il marchio di conformità CE (mentre oggi la stragrande maggioranza della versione usa e getta viene prodotta in Cina e Corea) e così sulla questione di come valutare e se continuare a consentire l’uso di occhiali privi di tale marchio stanno già lavorando tecnici del Ministero della Salute.

Ad ogni modo è ingiusto demonizzare i film a 3D: la tecnologia oggi in uso è tale da essere sicura e mettere al riparo gli spettatori da danni permanenti, con un occhio di riguardo solo per i bambini. L’utilizzo di occhiali 3D usa e getta e costruiti secondo norme CE, pause nella visione dei film e maggiore cautela da parte di chi già soffre di disturbi come mal di testa e vertigini o presenta grossi difetti visivi (soggetti a cui tale visione può in effetti essere sconsigliata) consentirà di godersi lo spettacolo con maggiore serenità e partecipazione.


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