Steve Lukather: settimo album da solista

Steve Lukather è un musicista che non ha bisogno di troppe presentazioni. Leader dei Toto, una delle più grandi e dotate rock band della storia, Lukather è uno dei chitarristi migliori del pianeta e un richiestissimo session man. Il suo stile è marcatamente eclettico e spazia dal rock alla fusion, passando per il progressive rock e arrivando al pop più orecchiabile. Un musicista con la emme maiuscola che all’esperienza con i Toto ha affiancato, a partire dalla fine degli anni ’80, una carriera solista di tutto rispetto che lo ha portato alla pubblicazione proprio in questi giorni del settimo album in studio, intitolato Transition.

In questo nuovo capitolo discografico Lukather sfoggia per l’ennesima volta tutta la sua classe e il suo gusto in termini di songwriting, oltre alla sua tecnica sopraffina che è stata giustamente riconosciuta ormai da decenni. Per la realizzazione di Transistion, Lukather si è avvalso delle capacità di un’importante schiera di musicisti amici – Steve Weingart, Eric Valentine, Nathan East, Gregg Bissonette, Chad Smith, Phil Collen, Lenny Castro, solo per citarne alcuni – che hanno dato il proprio contributo in un album malinconico, nostalgico, molto intimista ed estremamente variegato.

Lukather

Steve Lukather (foto via: dimarzio.com)

Judgement Day apre le danze con un rock sperimentale e maestoso, che rappresenta un gustoso antipasto di quello che Transition offrirà nei suoi 45 minuti. Creep Motel è un incalzante brano dal sapore bluesy, mentre Once Again è una leggera ed emozionante ballata dalle tinte sfumate e melodiose, che fa il paio con la successiva Right the Wrong. La title track Transition è invece un concentrato di tutto quello che Lukather sa fare meglio, ovvero mescolare le carte in tavola offrendo una prova musicale sopraffina e sperimentale, dove progressive rock, fusion e classic rock si incontrano in un’alternanza di momenti intensi ed episodi più incalzanti.

Last Man Standing ripercorre con gusto e originalità alcune strade già battute dai Toto in passato, mentre Do I Stand Alone è un brano luminoso, frizzante e coinvolgente. Con Rest of The World Lukather aggiunge un tocco di soul ad uno splendido brano blues. Il disco giunge così al termine con il breve strumentale intitolato Smile, una chiusura di classe perfetta per un album di musica di livello altissimo.

Steve Lukather è una garanzia di qualità e Transition è l’ennesima prova del suo talento e delle sue capacità. Lukather è un musicista di valore assoluto e uno dei più grandi chitarristi viventi, ma il suo pregio sta nel non voler sfoggiare a tutti i costi la sua tecnica, bensì di mettere questa al servizio stesso della musica, al fine di creare brani dall’arrangiamento sopraffino e dall’intensità fuori dal comune. In essi poi fanno giustamente capolino sprazzi di virtuosismi che farebbero impallidire di invidia qualsiasi dotato chitarrista. Transition è un album che farà sicuramente esultare i fan di Lukather e dei Toto, ma che rappresenta anche un ascolto consigliato a tutti gli amanti del rock di alta qualità.

Alberto Staiz

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