Stefano Cucchi, possibile movente del pestaggio: “non fece la spia”

Stefano Cucchi con la sorella Ilaria (qualcosadisinistra.it)

Stefano Cucchi con la sorella Ilaria (qualcosadisinistra.it)

Stefano Cucchi fu picchiato perché non fece la spia con i carabinieri. È questo il possibile movente del pestaggio subito dal trentunenne che, a sei anni dalla sua morte, spunta dalle carte processuali.

LA TESTIMONIANZA - La rivelazione arriva da un ex-detenuto, la cui testimonianza è stata resa nota, quest’oggi, sul Corriere della Sera. Secondo quanto rivelato dall’uomo, interrogato per la prima volta dalla Procura di Roma nel mese di novembre del 2014, fu proprio Stefano Cucchi a raccontargli le motivazioni del pestaggio.
«Io ero detenuto nella cella numero 3 al reparto Medicina – racconta Luigi L. al pm Giovanni Musarò – Quando arrivò Cucchi lo vidi passare con la “zampogna”. Ricordo che si fermò davanti alla guardiola e io, quando lo vidi, immediatamente gli chiesi: “Chi ti ha ridotto così?”. Cucchi alzò gli occhi al cielo e non mi rispose; forse ebbe paura a rispondere davanti all’agente della polizia penitenziaria, ma ritengo che fosse una paura infondata. Aveva il viso tumefatto… era evidente che era stato picchiato. Aveva tutto il viso gonfio, anche all’altezza del naso. In passato ho visto tante persone picchiate, ma non avevo mai visto nulla del genere» si legge nella testimonianza riportata dal Corriere della Sera.

L’uomo racconta di aver incontrato nuovamente Stefano Cucchi, quasi incapace di parlare e bere dalle tumefazioni in volto e all’atroce dolore riportato sulla guancia destra e sul resto del corpo; dopo qualche domanda per conoscere gli artefici di tale pestaggio, fu proprio il ragazzo a raccontargli l’accaduto, affermando di essere stato picchiato da «due carabinieri in borghese, mentre un terzo, in divisa, diceva agli altri due di smetterla».

LE MOTIVAZIONI DEL PESTAGGIO - E fu lo stesso Stefano Cucchi a raccontare le motivazioni del pestaggio: «Chiesi a Cucchi quale fosse stata la ragione di un pestaggio così violento – afferma Luigi L. – e lui rispose: “Perché, non lo sai? E che dovevo fare, tu l’avresti fatto?”. A quel punto compresi cosa intendeva dire e gli chiesi se gli avessero proposto di fare la fonte confidenziale e lui aveva rifiutato».
La testimonianza di Luigi L. è stata definita attendibile dagli inquirenti e, si evidenzia nell’informativa firmata da Luigi Silipo, dal capo della squadra mobile, che il testimone «faceva riferimento a una circostanza che, nel momento in cui rendeva la dichiarazione, era ignota: il fatto che Cucchi avrebbe avuto un contatto diretto con due carabinieri in borghese».

Alessia Telesca

foto: qualcosadisinistra.it

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