Staminali: una sola infusione per Sofia, poi nuovo stop. La rabbia dei genitori

sofia cure staminali

La piccola Sofia con i genitori e l'inviato de Le Iene (mammedomani.it)

Roma – Un calvario senza fine, è così che potrebbe essere definita la storia della piccola Sofia e della sua famiglia. Una vicenda che ha avuto ampio seguito tra l’opinione pubblica e che continua a riscuotere grande interesse anche per l’ampio spazio dato sui social network e da una recente puntata anche della trasmissione televisiva Le Iene. La piccola Sofia per vivere ha necessità di ricorrere alle cellule staminali.

Dopo le polemiche degli ultimi giorni era infatti arrivata il via libera alle cure con le staminali, e finalmente i genitori avevano potuto tirare un sospiro di sollievo. La bambina di soli tre anni, affetta da una grave malattia degenerativa, potrà però ricevere solo un’infusione di cellule staminali presso gli Spedali Civili di Brescia.

La nuova denuncia è stata affidata a Facebook. Sul social network infatti i genitori rendono pubblica la comunicazione ricevuta dall’azienda ospedaliera prima di raggiungere la struttura nella quale nel pomeriggio era prevista la nuova infusione. «La direzione degli Spedali – hanno dichiarato i genitori delle piccola- fa sapere che la bimba ha diritto a una sola infusione presso questa struttura. Non è previsto il completamento della terapia come speravamo, a meno di un’imposizione da parte delle autorità giuridiche o sanitarie nei confronti degli Spedali». Una vera e propria doccia fredda.

«Il dramma sta nel fatto che anche stavolta non è garantita la continuità terapeutica necessaria alla bambina per stabilizzare i risultati ottenuti – ha dichiarato Caterina Ceccuti, madre di Sofia -. Dunque la nostra lotta per il diritto alla vita di Sofia non è ancora finita purtroppo. Non sarà possibile quindi portare a termine il ciclo di cinque infusioni previste come terapia completa, la prima infusione era stata invece effettuata lo scorso mese di dicembre.

«Per Sofia è un breve armistizio – scrivono i genitori di Sofia su Facebook – la guerra prevede ancora tante lacrime e frustrazione». Allo stato attuale, per la struttura ospedaliera non è quindi possibile procedere senza che ci siano disposizioni da parte delle autorità sanitarie o giudiziarie che autorizzino la somministrazione delle staminali. 

Angela Piras

Foto: quibrescia.it

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