Staminali: sì alle cure per la piccola Desirèe

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Cellule staminali: Desirèe potrà continuare a curarsi (inmeteo.net)

Trento - La piccola Desirèe, una bambina di soli 3 anni malata di SMA (Atrofia Muscolare Spinale), potrà finalmente ricevere le cure tramite cellule staminali.  A deciderlo è il giudice del tribunale di Trento che dà così il via libera al trapianto di cellule. Dopo l’iniziale negazione delle cure, la piccola sarà sottoposta al “metodo stamina”, quella terapia che prevede la somministrazione di cellule staminali prelevate dal midollo osseo e trattate in laboratorio attraverso infusioni al paziente.

Il giudice stabilisce dunque che l’ospedale di Brescia debba continuare con la somministrazione di quella cura che fu bruscamente interrotta tra discussioni e polemiche, ma che appare al momento l’unica reale speranza di poter rallentare il progredire di questa grave malattia degenerativa.

La terapia è stata sviluppata dalla Stamina Foundation Onlus, costituita nel 2009 dal professor Davide Vannoni. La Fondazione si pone come obiettivo principale quello di riunire ricercatori di differenti paesi altamente specializzati nell’ambito delle cellule staminali adulte. La terapia è già stata applicata in più Paesi producendo importanti risultati di cui sono tuttora in corso diverse pubblicazioni. La scienza «ufficiale» contesta, però, il metodo utilizzato perché da anni sono allo studio vari metodi per far sviluppare al meglio, nel rispetto più rigoroso delle regole, le cellule staminali.

Questa cura non è però autorizzata né dal Ministero della Sanità né dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. La bambina va così ad aggiungersi alla lista di tutti coloro che (per la maggior parte bambini) si sono visti negare in un primo momento la cura tramite le staminali, in quanto non protocollata e contestata anche da diversi scienziati. Interessante in tal senso la vicenda della piccola Sofia.

La terapia è stata sviluppata dalla Stamina Foundation Onlus, costituita nel 2009 dal professor Davide Vannoni. La Fondazione si pone come obiettivo principale quello di riunire ricercatori di differenti paesi altamente specializzati nell’ambito delle cellule staminali adulte. La terapia è già stata applicata in più Paesi producendo importanti risultati di cui sono tuttora in corso diverse pubblicazioni. La scienza «ufficiale» contesta, però, il metodo utilizzato perché da anni sono allo studio vari metodi per far sviluppare al meglio, nel rispetto più rigoroso delle regole, le cellule staminali.

L’anno scorso il primo passo verso un cambiamento. Un decreto legge approvato dal governo su proposta del ministro della Salute, Renato Balduzzi ha dato il via libera alle cure per i pazienti che avessero già iniziato il trattamento, cioè un gruppo di bambini affetti da diverse malattie rare, tutti in cura agli Spedali Civili di Brescia. Ora la decisione del Tribunale di Trento, ad aprire nuovi spiragli di speranza per tutti coloro che la considerano la possibile soluzione a tante gravi malattie al momento prive di cure valide.

Davide Lopez
@davidelopez1986

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