Stamina, prosegue la protesta davanti a Montecitorio

I malati accampati davanti Montecitorio per protesta (Foto: TgCom24)

Roma – Una protesta passata in sordina, ma che assume un significato molto forte per il diritto per il quale si manifesta: quello di vivere. Così, alcuni esponenti del Movimento Vite Sospese – tra i quali vi sono nove persone affette da disabilità grave – hanno deciso di trascorrere la scorsa nottata accampati davanti Palazzo Montecitorio, la sede della Camera dei Deputati, per contestare la mancata approvazione del cosiddetto “metodo Stamina“, la cura con le cellule staminali in sperimentazione a Brescia.

Bruno Talamonti, presidente del Movimento, ha fatto riferimento in particolare alla presenza dei fratelli Biviano, provenienti da una famiglia che ha registrato ben cinque casi di distrofia muscolare – che hanno portato alla morte del padre e di uno zio – che chiedono di poter accedere alle cure promosse dal medico Davide Vannoni.

Sandro Biviano, che ha chiesto di poter vedere la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha detto ai giornalisti che lo hanno intervistato: «Ho deciso che non mi fermerò. Possono promettermi il mondo, ma io da qui non me ne vado senza aver raggiunto il risultato di poter curare me stesso e i miei fratelli. Una delle mie sorelle è ormai molto grave, non sopporto l’idea di vederla morire, specie sapendo che le sono state negate le cure compassionevoli del professor Davide Vannoni».

Il vicepresidente del movimento, Pietro Crisafulli, rincara la dose e accusa i politici di voler promuovere un vero e proprio genocidio nei confronti dei malati: «Vogliamo che si permetta l’accesso alla sperimentazione Stamina ai pazienti che attualmente sono esclusi. Così com’è stata concepita la sperimentazione divide i malati in pazienti di serie A e di serie B, e intanto in attesa di potersi curare in tanti stanno morendo».

Il metodo è stato ampiamente dibattuto dai medici a livello internazionale, e tredici esperti hanno diffuso dalle pagine dell’Enbo Journal la loro contrarietà al metodo, che non ha alcuna ricerca che ne avalli il potenziale curativo, e in molti dubitano sulle reali intenzioni e conoscenze di Vannoni della medicina. Lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha più volte fatto sapere che il metodo Stamina ha bisogno di un lungo periodo di valutazione, prima di poter divenire una cura “canonica”.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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