Springsteen a San Siro: assolto Claudio Trotta per i 22 minuti ‘di troppo’

MILANO - Sotto sotto, i giudici hanno un animo rock. Claudio Trotta, titolare della Barley Arts e promoter di alcuni tra i più grandi eventi musicali italiani, è stato assolto anche dalla Corte d’Appello del Tribunale di Milano per lo sforamento di 22 minuti  oltre il limite orario, nel concerto che Bruce Springsteen tenne il 25 giugno 2008 a San Siro.

La “protesta” di Ligabue contro l’obbligo di volume ribassato per i concerti a San Siro (facebook.com)

COMITATO SAN SIRO VIVIBILE - Claudio Trotta era stato citato in causa dal pm per conto del “Comitato San Siro Vivibile”, costituito da una frangia di residenti della zona attorno allo stadio Meazza che contestava (e contesta tuttora) gli orari e i decibel delle manifestazioni che si tengono nella principale arena calcistica italiana. Il concerto di Bruce Springsteen del 2008 si protrasse per 22 minuti oltre il limite delle 23.30, richiesto ed ottenuto dai 46 residenti del comitato al Comune di Milano, e Claudio Trotta fu citato in casa come patron della Barley Arts e promoter dell’evento.

Alla prima assoluzione del luglio 2010 è seguita ora la conferma in appello: le motivazioni verranno rese note entro i 30 canonici giorni a disposizione della Corte per depositare la sentenza.

80 DECIBEL - I limiti attuali imposti dai residenti del Comitato fanno accapponare la pelle agli amanti del rock: non tanto per l’orario di chiusura degli eventi, fissato per le 23.30, ma soprattutto per il limite di 80 decibel (inizialmente 78) imposto agli impianti acustici delle rockstar, con misurazioni da effettuare al quinto piano di uno stabile di via Dessiè 15. Un limite che un tamarro con le casse del Suv a palla riuscirebbe a sforare senza difficoltà. Non a caso gli U2, nel loro tour 2010, hanno evitato San Siro ripiegando sul ben meno capiente stadio Olimpico di Torino, per non correre il rischio di incappare in guai legali.

Per Claudio Trotta, dichiaratosi “22 volte moderatamente soddisfatto“, l’assoluzione in appello arriva dopo la lapidaria sentenza di primo grado, che aveva già dichiarato come il fatto non costituisse reato. Il reato, casomai, è obbligare i più grandi artisti del panorama rock mondiale a sussurrare i loro successi ad un volume da oratorio. Perché, come sancì Ligabue in un eloquente immagine di protesta del suo tour 2008 – scattato a pochi mesi di distanza dal caso-Springsteen – “il rock  deve essere suonato al volume che serve”.

Francesco Guarino

Foto homepage: therockblog.net

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