Spending review: i tagli colpiscono la fisica del bosone

Esperimento ATLAS di LHC (today.slac.stanford.edu)

Roma – Dopo la gloria susseguitasi all’annuncio della scoperta del bosone di Higgs, i fisici italiani hanno compiuto un brusco rientro alla normalità.

Responsabilità di questa inversione è la nota spending review del governo Monti: la corposa rielaborazione della spesa pubblica italiana, infatti, prevede ingenti modifiche anche alle possibilità di spesa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Un provvedimento che suona quasi come una beffa agli occhi dei ricercatori, tanto più perché giunta subito dopo l’annuncio di uno dei maggiori successi della scienza contemporanea, caratterizzato da un notevole impegno degli italiani.

Come segnala il comunicato dell’INFN, i tagli sono “del 3,78 per cento quest’anno e del 10 per cento negli anni successivi” e peggiorano ancora nel paragone con quelli per gli altri enti di ricerca: 1,23% nel 2012 e 3,28% nel 2013 per il CNR,  0,21 e 0,56 per l’ASI, 1.31 e 3.59 per l’INGV. Il provvedimento “sembra accanirsi soprattutto sull’INFN che pure ha appena conseguito un grande successo internazionale con il contributo determinante alla scoperta del bosone di Higgs”, ribadisce il comunicato, riportando anche le parole del presidente Ferroni, nel timore che il taglio possa impedire di “continuare a essere protagonisti nel contesto internazionale”.

Ferroni, presidente INFN

I fisici sono disposti a dare il loro contributo: “l’ente è ovviamente disponibile ai sacrifici necessari per il risanamento del paese – ribadisce Ferroni – ma rimane stupefatto dalla logica di un taglio che è il maggiore tra tutti quelli applicati agli enti di ricerca e fatto senza alcuna consultazione”. La preoccupazione reale del presidente dell’INFN sembra la prospettiva futura; i risultati raggiunti da questa generazione di fisici rischiano, stando al comunicato, di venir persi. Il commento conclusivo di Ferroni è polemico e lapidario: distruggere l’eccellenza è semplice e lo si può fare con un decreto, ricrearla sarà un lavoro di molte generazioni e non si risparmiano le ombre di dimissioni dell’intero consiglio direttivo, di fronte all’imposizione di un “ente ingovernabile”.

Un’immagine preoccupante per uno dei settori più avanzati della scienza italiana. L’INFN tuttavia non rinuncia alla battaglia: “ricevuti i complimenti dal presidente Napolitano per il contributo fondamentale alla scoperta del bosone di Higgs, l’istituto scriverà proprio al presidente per chiedere una revisione dei tagli e la salvaguardia degli sforzi scientifici di un’eccellenza italiana”.

Andrea Bosio

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