A spasso per Bologna: la storia e la leggenda della Torre degli Asinelli

Dopo la ristrutturazione di luglio, la Torre degli Asinelli riapre più solida che mai, orgogliosa della sua famosa scalinata rinforzata: ripercorriamo la storia della sua costruzione (e quella della sua sorella 'inferiore') tra realtà storiche e leggende folkloristiche

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Le Due Torri sorelle sono uno dei simboli comunemente riconosciuti di Bologna, anche perché strategicamente situate nel punto d’ingresso alla città, passando per l’antica via Emilia. Da aprile a luglio di quest’anno, però, uno dei due monumenti, la Torre degli Asinelli, è rimasta chiusa per lavori di ristrutturazione necessari per assicurare l’incolumità di turisti e romantici: in particolare si è provveduto al rinforzo della scala interna e al completamento e alla riqualificazione della terrazza in cima. Ma finiti i lavori e tolte le impalcature possiamo dirlo senza timore: non c’è luogo più affascinante per vivere a Bologna se non proprio all’ombra delle Due Torri.

In occasione della riapertura della tanto amata Torre, inoltre, il Comune di Bologna ha anche annunciato l’apertura di un nuovo sito web, sul quale sarà disponibile un servizio di prenotazione del biglietto d’accesso online, con possibilità di riservare l’ingresso per fascia oraria, oltre che a un sistema per facilitare lo smaltimento delle code e rendere più efficiente e rapido l’accesso alla visita.

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La storia delle Due Torri

Tutti noi conosciamo, perché le abbiamo “scalate” o perché le abbiamo ammirate da piazza di Porta Ravegnana, le Due Torri di Bologna, la Garisenda e quella degli Asinelli, ma chi conosce la storia di questi due monumenti, simboli indiscussi della città?

Entrambe furono costruite tra il 1109-19: la più alta (97,20 metri), ovvero quella degli Asinelli, per volere dell’omonima facoltosa famiglia bolognese, l’altra, la Torre Garisenda (alta “solo” 47 metri), per emulazione, fu un vanto del Comune fin dalle sue fondamenta. La prima presenta uno strapiombo di 2,23 metri, ma è famosa per la sua scalinata interna, di ben 498 gradini e conclusa solo nel 1684; l’altra, presenta un forte strapiombo, di 3,22 metri, dovuto ad un precoce e maggiore cedimento del terreno e delle fondamenta, che ne ha anche reso necessario un abbassamento, nel XIV secolo: la Garisenda, però, proprio per questo suo “difetto”, ebbe l’onore di essere citata da Dante nella sua Divina Commedia, che la paragonò ad Anteo chinato nel XXXI Canto dell’Inferno.

Fin dalla loro nascita, le due torri realizzate in muratura svolgevano importanti funzioni militari, oltre ad essere vezzo della città, rappresentando con la loro imponenza il prestigio sociale di Bologna (e della famiglia Asinelli). Oggi, sotto il portico, sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato a ricordo della funzione commerciale svolta successivamente dal medievale mercato di mezzo; è, inoltre, recente la ricollocazione dinanzi alle torri di una statua di San Petronio di Gabriele Brunelli del 1670, che era stata rimossa nel 1871 “per motivi di traffico”.

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La leggenda degli Asinelli

La leggenda della nascita della Torre degli Asinelli si tramanda di generazione in generazione, dalla sua fondazione fino ad oggi. Nella sua vita deve aver subito numerose modifiche, ma il racconto originale doveva essere più o meno questo:

“Nel XII secolo, un muratore molto povero che viveva a Bologna, possedeva due asinelli i quali trainavano il suo carro che trasportava sabbia e ghiaia dal fiume Reno ai cantieri della città. Un giorno, mentre l’uomo scavava le fondamenta di una casa, gli asinelli iniziarono a scavare insistentemente in un punto del terreno. Nel tentativo di fermarli, l’uomo notò qualcosa che attirò la sua attenzione: un baule pieno di monete d’oro. Per paura che gli portassero via il denaro, l’uomo non rivelò a nessuno la sua scoperta e continuò a vivere modestamente, custodendo gelosamente il suo prezioso tesoro. Qualche tempo dopo, il figlio del muratore, camminando per la città, scorse una bellissima fanciulla affacciata ad una finestra e se ne innamorò perdutamente. La fanciulla, che apparteneva ad una delle famiglie più ricche e nobili di Bologna, ricambiava totalmente il sentimento, ma quando il giovane si recò dal padre dell’amata per chiedere la sua mano, lui lo schernì affermando che non avrebbe mai dato in sposa la figlia ad un uomo così povero a meno che questi non fosse stato in grado di costruire una torre che superasse in altezza tutte le altre della città. Il figlio del muratore si allontanò sconsolato e, una volta tornato a casa, si confidò con il padre, che subito gli consegnò il tesoro che fino ad allora aveva segretamente conservato. Il giovane si recò allora da un capomastro, ordinando la costruzione della torre, che, dopo nove anni, fu terminata. I due innamorati coronarono così finalmente il loro sogno e la loro unione fu celebrata con grande gioia. La torre fu soprannominata la Torre degli Asinelli in onore dei due fedeli animali che trovarono il tesoro”.

Foto copertina via girovagate.com

 

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