Spagna: Rajoy reclama la sovranità su Gibilterra

La mappa mostra il territorio di Gibilterra, exclave britannica in territorio spagnolo

La mappa mostra il territorio di Gibilterra, exclave britannica in territorio spagnolo

New York – Tra i tanti interventi che si sono avuti in questi giorni alle Nazioni Unite, per l’assemblea generale, quelli di Iran e Stati Uniti sono stati sicuramente i più citati dai media, ma un altro intervento è destinato a suscitare scalpore: quello del primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, che rivolgendosi ai delegati di 192 nazioni ha rivendicato la sovranità della Spagna sulla penisola di Gibilterra.

«Gibilterra è l’unica colonia rimasta in Europa, e il Regno Unito disobbedisce al mandato Onu sulla decolonizzazione». Con queste parole, Rajoy ha introdotto la richiesta della monarchia iberica alle Nazioni Unite di valutare possibili azioni internazionali sul piccolo abitato di Gibilterra, il “Peñon” come viene chiamato dalle parti di Madrid.

La singolar tenzone tra Spagna e Regno Unito aveva preso il via a fine luglio, quando l’amministrazione britannica di stanza a Gibilterra aveva iniziato a gettare nelle acque di confine una serie di blocchi in cemento, ufficialmente come “protezione medioambientale”, ma che i pescatori spagnoli hanno visto non solo come una provocazione, ma come rischio concreto per la propria attività di sostentamento finanziario e familiare.

In risposta a ciò, la Spagna aveva inasprito severamente i controlli frontalieri, causando l’avvio di una polemica internazionale tra le due diplomazie e i rispettivi ministri degli Esteri, senza però giungere a una soluzione condivisa. Ecco che l’affondo di ieri di Rajoy – benché sia la seconda volta che, intervenendo all’Onu, il premier in quota PP parli di Gibilterra – pone l’accento su una questione che già nel 2006 era stata sottoposta, senza successo, alla Commissione per la decolonizzazione dell’Onu.

«La Spagna richiama ancora una volta il Regno Unito per riprendere il dialogo bilaterale e la cooperazione regionale», ha aggiunto Rajoy, che si è poi concentrato su altri due elementi di spicco per la diplomazia spagnola: il recupero di una posizione di primo livello della Spagna nella comunità internazionale – il paese è il sesto contributore al bilancio Onu – e la candidatura per un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza nel biennio 2015-2016, una candidatura questa che si scontra con quelle di Nuova Zelanda e Turchia, paesi dall’alto potenziale geopolitico per la collocazione territoriale.

Rajoy, insieme a François Hollande, è stato l’unico leader europeo ad aver avuto incontri ufficiali, sebbene sostanzialmente informali, con il nuovo presidente dell’Iran, il moderato Hassan Rohani, che ha capitalizzato l’attenzione internazionale sulla possibilità di un nuovo dialogo con gli Stati Uniti, e soprattutto per aver riconosciuto la barbarie dell’Olocausto, dramma questo negato a più riprese dall’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad.

Stefano Maria Meconi

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