Spagna: Catalogna verso l’abolizione della corrida

Corrida adiòs: l’assemblea regionale catalana ha accolto un disegno di legge di iniziativa popolare presentato con circa 180 mila firme richiedente l’abolizione della corrida

di Claudia Vallini

San Marcos 2007Un primo passo, importante, contro la corrida, crudele spettacolo di tauromachia della tradizione ispanica. Sono 65 i deputati che hanno votato a favore dell’approvazione del disegno di legge, 59 contrari e 5 astenuti. La corrida è già stata messa al bando nelle isole Canarie nel 1992 e la Catalogna potrebbe essere la prima regione continentale a seguire l’esempio isolano. Già nel 2003 il Parlamento catalano aveva proibito la costruzione di nuove Plazas de toros. E’ scontro tra favorevoli e contrari all’abolizione della corrida considerata da molti uno dei simboli dell’identità culturale iberica.

La corrida (in spagnolo corrida de toros, corsa di tori) affonda le sue radici nella millenaria sfida dell’uomo a domare e controllare le forze della natura, nella corrida simboleggiate dal toro. Questa sfida tra vita e morte racchiusa nella corrida ha trovato espressione anche nell’arte, ricordiamo Pablo Picasso, Francisco Goya ed Ernest Hemingway.

La mancanza di fonti attendibili rende difficile risalire nella storia alla nascita della corrida e questo ha portato al proliferare di diverse interpretazioni sulla sua origine, tutte peraltro avversate dai vari movimenti animalisti. Tra queste alcune fanno risalire la corrida ai combattimenti degli antichi Romani nelle arene, tesi in realtà dibattuta in quanto si tramanda che i Romani fossero soliti combattere contro bestie feroci più che con animali erbivori, altre alla atavica necessità dell’uomo preistorico di cacciare, altre ancora al culto di Mitra, che prevedeva sacrifici animali, culto scomparso già nel IV secolo dopo Cristo. Difficile quindi sostenere una tesi valida relativa alla nascita e diffusione della corrida nella penisola iberica.

La corrida folcloristica che conosciamo oggi ha iniziato ad essere praticata dall’aristocrazia a cavallo nel XIV secolo, accompagnata da popolani a piedi col compito di stancare il toro prima del colpo finale di spada. Proprio questi popolani a piedi che sventolavano la “capa”, telo di colore vivo, sono i veri antenati dei moderni toreri. Tra il 1730 e il 1750 la corrida si modifica, vengono introdotti i tre tercios e i tori vengono rigorosamente selezionati per renderli aggressivi e farne dei combattenti adeguati. Tra tutti prevale il toro andaluso. La prima vera e propria scuola di tauromachia è stata fondata a Siviglia nel 1830 e oggi in Spagna se ne contano ben 43.

Questo spettacolo di tauromachia è diffuso, oltre che in Spagna, nei Paesi di cultura ispanica dell’America Latina, quali Messico, Perù, Venezuela, Ecuador e Colombia, nel sud della Francia (in particolare in Camargue e  Provenza) e in Portogallo, dove però nessun toro è mai stato ucciso. In Spagna esistono circa 400 Plazas de toros, la corrida dura in media un’ora e mezza, durante la quale vengono uccisi 6 tori da 3 toreri. Si stima che ogni anno in Spagna vengano uccisi 30.000 tori e, anche se il regolamento della corrida prevede la possibilità che i tori vengano graziati, in realtà questo provvedimento non è mai stato adottato. Il periodo di maggiore auge si è avuto negli anni ’60 del secolo scorso e il notevole interesse del popolo e dei media ha finito con l’ elevare i matador a eroi popolari, dando loro enorme fama e ricchezza. Tra le corride più importanti bisogna ricordare S. Isidoro a Madrid e San Firmino a Pamplona.

Corrida en Arles - Arles Bullfight (FRANCE) da Michel@.

In questi ultimi anni si è avuta però una inversione di tendenza, ora solo una minoranza di spagnoli continua a seguire la corrida con passione e in particolare si registra un notevole disinteresse da parte dei più giovani che la considerano un rituale barbaro e fuori moda. La corrida però porta con sé notevoli interessi economici (allevatori di bestiame, latifondisti, operatori turistici) e politici e già si annuncia battaglia tra il “ Fronte taurino” e gli “abolizionisti” sostenuti da importanti movimenti animalisti come il CAS International. Il deputato socialista David Perez ammette che la corrida sia oggi poco seguita e proprio per questo ritiene sia giusto preservarla. Alcune località del sud della Francia hanno già presentato domanda all’Unesco affinché la tauromachia divenga patrimonio dell’umanità.

La proposta di legge volta all’abolizione della corrida in Catalogna dovrà ora essere esaminata dalle varie commissioni parlamentari e solo nei prossimi mesi si giungerà ad una decisione definitiva. E’ comunque chiaro a tutti che questa scelta del Parlamento catalano diventa simbolo di un ulteriore allontanamento dal governo centrale di Madrid e di una maggiore volontà di indipendenza.

Foto | Flickr Michel@Jean Pierre Jeannin

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