Sofia, città che cresce ma non invecchia mai

La capitale della Bulgaria è meta insolita,  ma ricca di cultura e mix di tradizioni ortodosse,  bizantine e musulmane

di Chiara Campanella

La cattedrale di Alexander Nevsky

Sòfia - Sofìa, (in greco σοφία) significa saggezza, conoscenza.  Giocando un pò con le parole quello che andiamo a “conoscere” noi oggi è invece proprio Sòfia (in bulgaro София), capitale della Bulgaria. E’ una meta un po’ insolita, ma vale comunque la pena  esplorarla  soprattutto per apprendere quella che è la cultura e le tradizioni del popolo bulgaro.

Sono in molti a pensare che la città di Sofia “cresce ma non invecchia”. Il motivo principale è la sensazione che prova il visitatore guardando e varcando la soglia dei solidi portoni di legno delle chiese della città bulgara. E’ tutto mantenuto in buono stato e restaurato. Negli ultimi anni Sofia è cresciuta molto (anche con la costruzione di una modesta zona commerciale), ma nonostante questo è riuscita a conservare le sue “antichità” che sono ben visibili e immediatamente percepite dal turista.

Sofia è il principale centro amministrativo, industriale, culturale e dei trasporti di tutto il paese.  Ha una popolazione di  quasi 1.300.000 abitanti, a cui se ne aggiungono altrettanti considerando l’area metropolitana. Sofia ha il tipico brusio di una città capitale e la convenienza di una centro compatto dove tutte le principali attrazioni turistiche possono essere visitate a piedi.  Ci sono ottimi musei, chiese, di diverse fedi e in moltissimi stili diversi, da quello antico e umile di S. Sofia all’icona Aleksandur Nevski, e ottimi ristoranti, caffè e bar. Ha un sito che è patrimonio dell’UNESCO, la Chiesa Boyana, e proprio la sua montagna, Vitosha, a destra sul bordo della città, fornisce bellissime piste da sci in inverno e meravigliose passeggiate in estate. Purtroppo Sofia non è abituata al turismo e, quindi, non è molto attrezzata per questo. La  verità è che il poco turismo che si reca in zona ha ben altri scopi che non visitare la città: casinò, sesso, night, alcool, sigarette (di libera vendita anche nelle salumerie), ma c’è ben altro.

Sofia è divenuta capitale della Bulgaria nel 1878, quindi i suoi principali viali sono della fine del XIX secolo, ma in mezzo a loro ci sono alcuni vecchi siti: l’insediamento Neolitico a Slatina, la rotonda romana di S. Georgi e la chiesa sommersa di  Sv. Petka Samardzhiiska, costruita in periodo ottomano. Tra le maggiori attrazioni ci sono le Chiese di Santa Sofia  (da cui prende il nome la città) e l’immensa cattedrale  di Aleksandăr Nevski. Molto carina e particolare è anche la chiesa russa di Sv. Nikolai, graziosa soprattutto all’esterno con le sue cupolette d’orate, mentre l’interno è molto scuro (ci sono solamente candele e icone sacre alle quali i bulgari sono devotissimi). Le chiese sono fantastiche al tramonto e la notte: l’illuminazione delle cupole infonde un alone quasi magico e un’atmosfera molto romantica .

Ci sono moschee (una sola è aperta al pubblico) e una sinagoga; infatti nella centralissima ploshtad Sv Nedelya, si può vedere la chiesa ortodossa, la bellissima moschea  Banya Bashi, la Sinagoga, tutte a distanza di poche centinaia di metri l’una dall’altra.

 

Shopping in Sofia

Nel complesso la città è abbastanza “decadente”, ma anche gli edifici in declino o comunque un po’ vecchi e rovinati hanno il loro fascino. Il centro, invece  è più curato. Si trovano palazzine di inizio secolo ristrutturate con ampi spazi, piazze, strade larghe. Modesta la zona commerciale racchiusa giusto in un paio di vie ed in tre edifici che svolgono, appunto, la funzione di grande centro commerciale stile italiano. Tantissimi i mercatini sia per i prodotti di prima necessità che per l’usato che per i prodotti artigianali.  Sicuramente da non sottovalutare la disponibilità e la gentilezza dei bulgari. Sono un popolo molto folcloristico, legato alle proprie tradizioni e ai culti (ortodossi), ma nel contempo molto povero. La grande povertà, però, si accompagna ad un forte spirito di appartenenza per la propria patria e, soprattutto, ad una grande dignità che forse noi dovremmo cercare di imparare.

Come si dice “l’abito non fa il monaco” e a Sofia è proprio così. In Bulgaria non incontrerete persone che elemosinano soldi come siamo abituati nelle nostre città (ad eccezione di sporadici gruppi di zingari ivi presenti). Il vero bulgaro, anche se ha realmente bisogno per sopravvivere, vi venderà qualcosa di suo, qualche prodotto umile della terra, ma non accetterà i vostri soldi in regalo. Anzi, se siete spaesati e dovete chiedere delle informazioni  fanno di tutto per aiutarti, anche se spesso non parlano inglese. Una cosa particolare, degna sicuramente di nota, è che il loro linguaggio del corpo è diverso da quello di noi europei.  Per dire di “sì” scuotono la testa in segno di no, per comunicare invece il “no” fanno segno di si con la testa. E’ una cosa stranissima e quasi divertente, che all’inizio può trarre in inganno il turista un po’ sovrappensiero. I tipici abiti dei bulgari assomigliano molto a quelli del Trentino Alto Adige, come anche i ristoranti tipici, in legno, e decorati con tovaglie a merletti.

In conclusione Sofia è una città piuttosto rilassata, specialmente in estate, quando guardare le persone che passeggiano e siedono al caffè sono le occupazioni preferite di sera. Tuttavia, ci sono anche molte attività culturali: l’opera, la musica e il teatro. Bar, locali e ottimi ristoranti fanno sì che vale davvero la pena spendere qualche giorno a Sofia! Buon Viaggio.

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