Smentisce il ministro marocchino: ‘Non conosco Ruby o la sua età’

Il caso Ruby e la sua nuova pagina: il ministro marocchino ha già smentito le sue dichiarazioni, Karima torna minorenne

RUBY

Karima El Mahroug, detta Ruby: secondo tutti i documenti, era minorenne all’epoca dei primi bunga bunga

Milano – Data la notizia, pronta la smentita: quando c’è di mezzo Silvio Berlusconi sembra un meccanismo ormai consolidato, quasi scontato. Se una manciata di giorni fa si era annunciato con grande risolutezza che un ministro marocchino avrebbe garantito sull’età di Ruby, superiore ai diciotto anni al momento dei contestati fatti legati all’ex Presidente del Consiglio italiano, oggi è arrivata anche la smentita del ministro stesso, che ha candidamente affermato di non conoscere affatto Karima e di non avere prove circa la sua età.

SMENTITA – Mohammed Mubdii, ministro della funzione pubblica del Marocco, ha fatto retromarcia, o forse si è solo accorto di essersi spinto troppo in là nelle sue affermazioni, giunte a risonanza internazionale per un caso che deve ancora vedere numerose pagine. Si spiega così la sua precipitosa smentita, avvenuta in diretta su Radio 2, durante il programma “Un giorno da pecora”: «non conosco la data di nascita di Ruby, non conosco Karima e non so quando ha incontrato Berlusconi, quindi non so se lei fosse maggiorenne o minorenne».

LE CARTE – Il ministro si è forse scottato sul Caso Ruby e non è certo il primo: le recenti aggiunte al registro degli indagati – con Ghedini, Longo e numerosi testimoni accusati di falsa testimonianza e manipolazione dei testimoni stessi – fanno supporre manovre non proprio limpide per tirar fuori dal pantano Silvio Berlusconi. Così, venendo messe in discussione le persone, restano solo le carte a cui affidarsi: le stesse che stabiliscono come Karima El Mahroug, cittadina marocchina, è nata il 1 novembre 1992. Ai tempi dei primi incontri ad Arcore, quindi, Ruby non era affatto maggiorenne.

CENE ELEGANTI – Così le hanno definite testimoni e avvocati di Silvio Berlusconi, oltre all’imputato stesso: nulla da nascondere, nella versione della difesa, soprattutto perché tutti erano maggiorenni e consenzienti, qualunque cosa possa essere accaduta a margine di questi incontri, specificando che mai sarebbe stato coinvolto l’allora presidente.
Eppure la magistratura italiana non è stata della stessa idea e, a quanto emerge ogni giorno di più, i fatti e le carte sembrano confermare le deduzioni degli investigatori, sia su Ruby, sia sulle cene eleganti di Arcore. O bunga bunga.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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