Smascherati i “signori della truffa”. Tra le vittime un disabile

Un paraplegico e un imprenditore: queste le vittime dei "signori della truffa" arrestati dai Carabinieri di Milano. Sequestrato un bottino di 960 mila euro

(www.ilroma.net)

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Un paraplegico convinto di sottomettersi ad un rivoluzionario intervento chirurgico che gli avrebbe ridato l’uso delle gambe e un imprenditore persuaso di investire in una fruttuosa tecnologia innovativa. Sono le due vittime del raggiro architettato dai “signori della truffa”, finiti in manette grazie alle indagini dei carabinieri di Milano. 960 mila euro: questo il bottino accumulato dai malfattori – tre pregiudicati italiani, noti alla forze dell’ordine -  custodito in Svizzera, ora nelle mani degli inquirenti.

LE VITTIME DEI “SIGNORI DELLA TRUFFA” – La trappola era stata progettata e calcolata in ogni dettaglio. Con una fasulla identità e false credenziali, i fantomatici agenti dei servizi d’intelligence statunitense ed amministratori di una multinazionale, attiva nella conversione in campo civile di tecnologie militari, aprono il sipario sull’insidiosa recita. «Tornerai a camminare con un intervento rivoluzionario!». Un vero e proprio miracolo. Questa la promessa fatta ad un giovane e facoltoso paraplegico che, nella illusoria speranza di porre fine alla sua invalidità, sborsa ben un milione di euro. Seconda vittima dell’inganno è un imprenditore, operante nel campo delle tecnologie ambientali, spinto a versare 400mila euro nelle casse degli impostori per lo sviluppo di un sistema innovativo di produzione di energia elettrica e di distruzione dei rifiuti urbani ed industriali, definito un “distruttore molecolare”.

LE INDAGINI E GLI ARRESTI - Nelle prime ore di questa mattina, i militari dell’Aliquota Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria di Milano hanno arrestato i tre pregiudicati italiani, autori delle macchinose frodi, raggiungendoli presso le rispettive abitazioni, a Monza, Robbio Lomellina (provincia di Pavia) e Valsolda (provincia di Como). L’indagine ha consentito di documentare la responsabilità dei “signori della truffa” in merito ai due specifici casi e di rintracciare finanche i proventi delle loro attività delittuosa, una considerevole refurtiva di quasi un miliardo di euro, che hanno creduto di tenere lontana dagli occhi della legalità confinandola fuori dal territorio italiano.  Attualmente sono state attivate le procedure di rogatorie per recuperare il denaro.

Antonietta Mente

@AntoMente

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