Slovenia, caos ed elezioni anticipate. La resa del premier Bratusek

In Slovenia il premier Alenka Bratusek annuncia le ormai certe elezioni anticipate per il fallimento, dopo appena 13 mesi, del governo

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Alenka Bratusek

Il premier sloveno Alenka Bratusek ha perso la leadership del suo partito Slovenia Positiva ed è pronta ad abbandonare il suo incarico di primo ministro. La Slovenia si appresta ad andare al voto anticipato dopo che Zoaran Jankovic, sindaco di Lubiana, si è preso la segreteria di Slovenia Positiva proprio ai danni della Bratusek. Una vittoria arrivata all’ultimo congresso del partito che ha di fatto ufficializzato la crisi politica nazionale e avviato il processo che a breve porterà il Paese alle prossime elezioni anticipate. Ma che non vedrà Jankovic candidato, in quanto alle prese con guai giudiziari legati all’accusa ricevuta di abuso d’ufficio.

ELEZIONI ANTICIPATE – «Difficilmente il governo potrà andare avanti per molto», sono state le parole pronunciate da Alenka Bratusek dopo essersi dimessa da Slovenia Positiva e aver avuto un colloquio privato con Boris Pahor, presidente della Repubblica. Un viaggio, quello del governo Bratusek, durato appena tredici mesi. La prima donna presidente della Slovenia non è riuscita ad affermare la sua politica cadendo sotto le accuse che man mano hanno preso piede nel Paese, di corruzione generalizzata – lo stesso leader dell’opposizione ed ex premier Janet Jansa è stato condannato per corruzione – nonostante i risultati discreti in fatto di occupazione e crescita economica.

CROLLO IN BORSA – Timothy Ash, famoso analista di Standard Bank, ha commentato la situazione venutasi a creare in Slovenia e l’immediata botta ricevuta in Borsa: «L’ultima crisi politica slovena arriva in un momento difficile per il Paese alpino, dove i sondaggi suggeriscono una scena politica interna molto frammentata, mentre il Paese sta ancora lottando per attuare un programma anticrisi difficile che passa attraverso il superamento della crisi bancaria e finanziaria che ha pesato duramente sullo Stato dal 2011».

LO SCENARIO – L’analista Peter Attard, però, non ritiene la situazione così negativa nonostante l’imminente caduta del governo, per lo meno a breve termine, senza sottovalutare le problematiche future: «Il primo ministro Alenka Bratusek ha perso la battaglia per la dirigenza di Slovenia Positiva in una votazione dei delegati del suo partito avvenuta venerdì 25 aprile, contro il sindaco di Lubiana Zoran Jankovic che ha guadagnato la maggior parte del sostegno per guidare il partito. Tuttavia, mentre un crollo della coalizione di governo, elezioni anticipate e stallo delle riforme e privatizzazioni sembrano probabili, ritengo difficile vedere conseguenze maggiori oltre a un repricing del credito negativo. I fondi trovati sul mercato e la pulizia del settore bancario rendono uno scenario negativo nel breve e medio periodo molto improbabile, anche se i problemi di più lungo periodo sono ovviamente aumentati».

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Alenka Bratusek

IL FUTURO DEL PAESE – Quello che in molti speravano non accadesse, purtroppo è quello che avverrà a breve: le elezioni anticipate sono il risultato di una politica del tutti contro tutti che bene non ha fatto al Paese. La polemica legata alla nomina da parte del presidente della Repubblica del nuovo responsabile della Commissione anticorruzione, tale Boris Stefanec, fino ad allora avvocato sconosciuto ai più, unita all’acquisizione di una grossa funzione della prima banca slovena da parte di un dimissionario della Commissione stessa, Rok Praprotnik, è esplosa anche in parlamento dove sono stati sfiduciati tre ministri – poi rimasti nell’esecutivo – destabilizzando ulteriormente il già precario governo della Bratusek. Si conti anche l’accusa da parte del popolo sloveno ai politici di non essere riusciti a rendersi credibili di fronte all’Unione Europea e il risultato è oggi il caos completo. Senza considerare la crisi finanziaria scoppiata nel 2011 e il grande flop dell’ormai quasi ex presidente riguardo la tassa sulla casa attuata per far quadrare i bilanci pubblici ma respinta in maniera decisa dalla Corte costituzionale. La Slovenia non può più permettersi di sbagliare, né di proporre impresentabili in parlamento; le prossime vicine elezioni anticipate dovranno essere un passaggio decisivo verso un cambio netto nella politica del Paese. O lo spettro della Grecia diventerà più reale che mai.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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