Sixx A.M. – This is Gonna Hurt: il nuovo album di Nikki Sixx

The Heroin Diaries, del 2007

Nel 2007 Nikki Sixx pubblicò la sua autobiografia The Heroin Diaries: A Year in the Life of a Shattered Rock Star, ricostruzione fedele della sua dipendenza da eroina nel periodo corrispondente alle registrazioni di Girls Girls Girls nel 1987. Parallelamente diede il via a questo nuovo progetto, denominato Sixx A.M., con l’intento di fornire una colonna sonora che accompagnasse la sua autobiografia.

Come nel caso del primo album, anche questa seconda fatica discografica, intitolata This is Gonna Hurt, si pone l’obiettivo di offrire un ‘parallelo’ musicale  all’omonimo secondo libro di Sixx, uscito poche settimane fa negli Stati Uniti.

La violenta This is Gonna Hurt apre l’album con un forte impatto. Lies of the Beuatiful People, azzeccato primo singolo estratto, prosegue l’aggressività della canzone precedente con distorsioni molto pesanti e un giro di basso dal groove intenso. Ottimo il riff portante, così come la prestazione vocale di James Michael, che sfocia in un ritornello orecchiabilissimo condito da un preciso assolo del bravo Daren Jay “DJ” Ashba. Are You With Me continua sulla strada percorsa dal precedente pezzo, abbassando leggermente i toni e strizzando l’occhio ad atmosfere tipicamente radiofoniche derivanti dal più classico A.O.R. da classifica. La stessa ricetta viene utilizzata anche per la successiva Live Forever, anche se in questo caso le distorsioni più pesanti tornano a farsi sentire. Da segnalare un altro ottimo assolo del chitarrista, ora in tour con Axl Rose.

Sure Feels Right, lenta e cadenzata, mostra un secondo volto della band, impegnata in questo caso in una ballata intensa, perfetta da sottofondo in macchina. Deadilhood è forse il pezzo più moderno e sperimentale del disco, mentre Smile è un altra ballata da brividi dotata di un bellissimo intro di chitarra acustica: una canzone mai scontata e dotata di una profondità rara.

Help is on the Way è di nuovo un pezzo dalle sonorità moderne ed orecchiabili: da segnalare l’utilizzo di un pizzico di elettronica di sottofondo, che però non guasta il groove del pezzo. Oh My God inizia con un delicato arpeggio elettrico, sviluppandosi in un crescendo trascinante sullo stile dei recenti Bon Jovi, mentre con la successiva Goodbye my Friend si torna a spingere con le distorsioni in un altro pezzo dalle tinte moderne, impreziosito anche da un ottimo assolo al fulmicotone.

Conclude degnamente il disco Skin, intensa ballad pianistica.

Nikki Sixx

Un disco inaspettato di rock moderno, ben costruito, capace di spaziare tra diversi generi senza tuttavia dare un’impressione finale di discontinuità. Nikki Sixx dimostra (ce n’era ancora bisogno?) di possedere delle ottime capacità compositive, anche al di fuori dei clichè del classico hard rock di stampo Motley Crue. I fan più oltranzisti di questi ultimi possono sorvolare sull’ascolto di questo album, lontano dalle tipiche sonorità dei Motley, e concentrarsi sul miliardesimo (e sempre piacevole) ascolto di Girls Girls Girls o Dr. Feelgood.

Quelli tra voi che invece amano il rock da classifica dalle tinte moderne ed orecchiabili si troveranno a loro agio tra le note di questo album variegato, che non deve essere preso come l’ennesimo inutile side project di un musicista ormai finito, ma che, al contrario, rappresenta un’ottima prova discografica, frutto del talento di un personaggio storico del rock made in U.S.A. troppo spesso ricordato per i suoi eccessi e non per le sue (notevoli) capacità musicali e compositive.

foto via flickr.com; metalunderground.com; shamethefamous.com

Alberto Staiz

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