Sisma: sindaco L’Aquila riconsegna la fascia per protesta

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Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente (it.wikipedia.org)

L’Aquila – «Riconsegnerò la fascia al Presidente Napolitano e darò ordine di togliere i tricolori dagli uffici comunali». Queste la parole eloquenti del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il quale accusa lo Stato di disinteresse verso la città colpita dal sisma del 2009. «Siamo stufi di andare col cappello in mano a pietire i nostri diritti. Se entro quindici giorni non arriveranno i fondi per la ricostruzione attesi da dicembre me ne andrò. All’Aquila vengano Napolitano, Letta e sottosegretari a parlare con la gente, noi non ce la facciamo più».

«Vogliamo sapere se L’Aquila è concretamente una questione nazionale – ha detto in conferenza stampa con i suoi assessori il sindaco dell’Aquila -. In città c’è un clima di rabbia e disperazione che il prefetto e il questore, cioè la rappresentanza dello Stato nel nostro territorio, non hanno assolutamente capito». Il sindaco ha sottolineato con vigore la lentezza della burocrazia «rappresentata dal Cipe, dal ministero dell’Economia, da quello dello Sviluppo economico e dalla Corte dei Conti che non sono riusciti in 5 mesi a trasferire 250 milioni della delibera Cipe di 985 milioni dello scorso mese di dicembre che bloccano ancora gli altri circa 500 milioni di euro, dei quali al Comune dell’Aquila spetta una quota di circa 300 milioni di euro».

«Siamo a quattro anni dal sisma, vi sono oltre 40 mila persone fuori dalle loro case e oltre un migliaio di attività produttive ferme a causa dell’inagibilità dei locali. Gli uffici pubblici sono ancora insediati in capannoni industriali e in container. Lacci e lacciuoli burocratici, scarsa partecipazione da parte dell’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e l’incapacità della Struttura tecnica di missione hanno determinato il blocco», afferma Cialente sottolineando che «ogni mese che passa, per la mancata ricostruzione spendiamo 3 milioni di euro per l’assistenza ai cittadini che non possono rientrare nelle loro case e sono stati bruciati 24 milioni di euro».

Il primo cittadino della città colpita dal sisma, già nelle scorse settimane, aveva affermato che la scarsa attenzione del governo centrale verso i grandi temi della ricostruzione post sisma e le incertezze sul futuro della città stanno fiaccando la resistenza delle autorità locali impotenti a fronteggiare le emergenze di cui L’Aquila sta soffrendo. Proprio in relazione allo stato d’animo dei cittadini, Cialente ha denunciato di aver recentemente subito un’aggressione.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.style.it

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