Siria: Spagna e Austria aprono al dialogo con Assad. Finalmente

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Assad (formiche.net)

La giornata di ieri potrebbe rappresentare una piccola-grande svolta per quello che riguarda la risoluzione della drammatica situazione che vive la Siria ormai da più di quattro anni. Dopo che per molto tempo Bashar al-Assad è stato considerato un nemico della libertà e della democrazia che deve essere tolto di mezzo, qualcuno in Europa ha detto qualcosa di diverso.

LA SITUAZIONE - Come hanno scritto tutti i mezzi d’informazione, l’Europa sta affrontando uno dei più grandi esodi della storia recente: quello del popolo siriano. Come si può risolvere tale situazione? Accogliere i siriani è giustissimo, ma questa bella azione non basta, occorre che i paesi occidentali vadano direttamente in Siria ad aiutare chi combatte i jihadisti dall’inizio della guerra. Questo qualcuno è il legittimo Presidente della Siria: Bashar al-Assad. Nel silenzio quasi totale dei media occidentali, infatti, l’esercito del capo del Governo siriano combatte ogni giorno l’Isis sul campo di battaglia. E chi pensa che Assad sia un terribile dittatore dovrebbe parlare con chi la Siria la conosce bene come l’Arcivescovo di Aleppo Jean-Clément Jeanbart che durante questo discorso ha detto: «Per decenni i cristiani siriani hanno vissuto pacificamente in una società insieme ad una maggioranza musulmana che era tollerante. C’era un clima cordiale di accettazione reciproca e di amicizia». Non proprio la rappresentazione di un paese oppresso.

Assad

Federica Mogherini (catenaumana.it)

SPAGNA E AUSTRIA - Ieri finalmente dei politici europei di una certa importanza hanno cominciato a non considerare più Assad una sorta di mostro. Come ha riportato l’Ansa, a Teheran il ministro degli esteri  spagnolo José Manuel Garcia Margallo ha dichiarato che «è giunto il momento di avviare negoziati con il regime di Bashar al Assad», «Ci piaccia o meno è il governo che siede nell’assemblea delle Nazioni Unite», «la pace si fa sempre negoziando con il nemico». Ha aggiunto che l’interlocuzione con Assad è necessario per evitare «mali maggiori». Dello stesso avviso è Sebastian Kurz, ministro degli Affari Esteri, dei Rapporti con l’Unione europea e dell’Integrazione del Governo austriaco che a Dubai ha detto: «Abbiamo bisogno di un approccio prammatico che includa il coinvolgimento di Assad nella lotta contro il terrore Isis». Il ministro austriaco ha aggiunto che in questo processo occorre coinvolgere anche l’Iran e la Russia.

EUROPA VS EUROPA - Riusciranno la Spagna e l’Austria a convincere gli altri paesi a considerare Assad e la sua permanenza in Siria un elemento essenziale per sconfiggere l’Isis? Si tratta di una missione quasi impossibile. Sempre ieri il Presidente francese Hollande ha detto che «la questione della partenza di Assad sarà posta prima o poi». In una recente intervista al Corriere della Sera l’ Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini ha detto: «È impossibile pensare che Assad faccia parte del futuro della Siria». Insomma, una parte dell’Europa pensa che la priorità sia cacciare Assad, un’altra parte che bisogna cacciare i jihadisti. Chi avrà la meglio?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: formiche.net; catenaumana.it

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