Siria, parte da Roma il dialogo per fermare la guerra

israele siria (tiscali.it)

La guerra civile in Siria coinvolge anche Israele, che a sua volta combatte contro la Palestina

Roma – John Kerry, il segretario di Stato statunitense, arriverà quest’oggi a Roma per incontrare il premier Enrico Letta. L’incontro, previsto da qualche tempo, succede temporalmente al vertice che il capo della diplomazia Usa ha avuto con il corrispettivo russo, Sergej Lavrov, e con il presidente Vladimir Putin. Questo tour europeo di Kerry, oltre a rafforzare la collaborazione bilaterale Usa – Russia e Usa – Italia, servirà a gettare le basi per una cooperazione internazionale che ponga fine alla guerra civile in Siria.

Nella capitale italiana, infatti, Kerry incontrerà anche l’attuale ministro della Giustizia israeliano, Tsipi Livni, che è stata incaricata dal governo di Netanyahu di tenere le redini del negoziato tra Israele e Palestina, ma che in questa particolare situazione, con le accuse di un interventismo israeliano sul fronte siriano, ha subito una netta virata verso Damasco.

Sarà presente a Roma anche il ministro degli Esteri giordano, Nasser Judeh, dato che anche la Giordania è considerata parte integrante del processo di stabilizzazione del Medio Oriente. In particolare, i vari capi delle diplomazie cercheranno di portare il governo di Bashar Al Assad – che ha innescato un conflitto che tuttora prosegue senza sosta con stragi quotidiane – e i ribelli a un tavolo comune, per porre fine a una situazione che va avanti da decine di mesi, e che ha prodotto già quasi centomila morti.

Le posizioni sono chiaramente opposte: Assad non riconosce la legittimità delle rivendicazioni dei ribelli, e questi ultimi chiedono che il dittatore lasci il potere, per instaurare un governo democratico e non repressivo in Siria. Per questo motivo, la mediazione italiana potrebbe operare anche per appianare le divergenze tra Russia e Stati Uniti, attori fondamentali sulla scena internazionale, e che hanno messo in atto una vera e propria “battaglia diplomatica”, in seno al Consiglio di sicurezza Onu, ma anche contribuire alla soluzione dell’annosa Questione palestinese, dato che il nostro Paese è visto da ambedue le entità nazionali come “neutrale” rispetto alle reciproche rivendicazioni.

A contribuire alla fine delle ostilità intorno a Gerusalemme, poi, ci sarebbe il blocco (tacito) della costruzione di nuovi insediamenti israeliani sui territori palestinesi, decisione che tempo addietro aveva scatenato le reazioni della comunità internazionale. Il tutto, in un clima di generale tensione, che potrebbe essere al centro di un grande incontro internazionale guidato dall’Italia, per porre fine a vicende annose e, nel contempo, rilanciare l’immagine italiana sulla scena globale. Un successo non da poco, per il sempre traballante governo di Enrico Letta.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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