Siria. Onu contro Assad: condanna per i bombardamenti a Hula

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ansa.it

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu condanna il massacro di Hula e si appella a tutte le parti in causa per cessare immediatamente ogni tipo di violenza. Questo è quanto si legge nella dichiarazione finale della riunione dei Quindici. Essa prende le mosse dal reseconto sui bombardamenti compiuti nelle aree residenziali dall’artiglieria governativa nonché delle uccisioni compiute in loco attraverso colpi sparati da vicino. Genere di uccisione perpetrata con armi bianche a cui si sono aggiunte abusi e sevizie sulla popolazione.

‹‹Questo uso della forza contro la popolazione civile – si legge nella dichiarazione di intenti – costituisce una violazione della legge internazionale e degli impegni presi dal governo siriano con la risoluzione delle Nazioni Unite che prevede di cessare le violenze in tutte le sue forme››. Inoltre nel testo è specificato come ‹‹i responsabili di questi atti di violenza dovranno renderne conto››. Quindi si avanza formale richiesta al segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, per poter ‹‹continuare ad indagare su questi attacchi e di riportare l’esito delle indagini al Consiglio di Sicurezza››.

Secondo l’Onu, il governo di Damasco è tenuto a ‹‹cessare immediatamente l’uso dell’artiglieria pesante sui centri abitati›› e di ‹‹ritirare le truppe e l’artiglieria dai dintorni delle città››. Si ribadisce poi ‹‹il forte impegno per la sovranità, l’indipendenza e l”integrità territoriale della Siria››, confermando il sostegno per la piena attuazione del piano di Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu in Siria.

Il generale Robert Mood, capo degli osservatori Onu in Siria, in video-collegamento con il Consiglio Superiore delle Nazioni Unite, ha reso noto il bilancio del massacro di Hula: 108 morti secondo alcune fonti diplomatiche. Le stesse hanno dunque rettificato la stima delle 116 vittime, di cui ore prima si era data notizia. Il bilancio di 116 era stato divulgato dal “Free Syrian Army”, il libero esercito siriano.

Terzi - ‹‹Non si può restare a guardare quando decine di bambini vengono uccisi così brutalmente. Il limite è stato superato, occorre fare qualcosa. Non c’è più tempo da perdere››. Questo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, intervistato dalla Stampa, spiegando come l’Italia sia pronta a sostenere risoluzioni più robuste contro Bashar al-Assad. ‹‹Il sostegno al piano Annan deve essere convinto e senza riserve, ma il regime siriano forse non ha capito che non è a tempo indeterminato e che la responsabilità della violazione delle condizioni in esso indicate ricade interamente su Damasco e sul suo rifiuto di cooperare››. Perciò, secondo il ministro: ‹‹Se necessario rafforzeremo la missione di monitoraggio fino a 2 o 3 mila unità e, se ogni altro tentativo non riuscirà a fermare le violenze e avviare un processo politico per uscire dalla crisi, occorrerà che il Consiglio di Sicurezza valuti come rendere più efficace la missione e la sua capacità di autotutela››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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