Siria: l’Ue deve allearsi con Putin, non con Obama

Siria

Vladimir Putin (foto: senzanubi.it)

Oltre alla guerra sul campo fra l’esercito di Assad, i tagliagole dell’Isis, i ribelli (che l’Occidente chiama moderati anche se uccidono i cristiani) ed i curdi, in Siria si sta svolgendo un’altra guerra non di tipo militare (o almeno non ancora) ma politica: quella fra gli Stati Uniti d’America di Obama e la Russia di Vladimir Putin.

STATI UNITI - Il premio nobel per la pace Obama in Siria ha combinato un vero e proprio disastro. Non solo non ha fatto niente contro l’Isis (al massimo la cosiddetta coalizione internazionale ha effettuato qualche bombardamento che può rallentare momentaneamente i tagliagole, ma non li può certo sconfiggere) ma ha anche sprecato una grandissima quantità di denaro nel tentativo di addestrare i cosiddetti ribelli moderati in Siria. Il Segretario della Difesa degli Stati Uniti ha ammesso che gli Stati Uniti hanno stanziato 500 milioni di dollari per addestrare 5.400 ribelli moderati, ma alla fine ne hanno addestrati appena 60. Come se non bastasse, gli Stati Uniti stessi stanno indagando sul passaggio di armi da parte dei ribelli addestrati dagli americani ad al-Nusra, cioè la costola siriana di al-Qaida. Senza considerare che sempre gli americani hanno deciso recentemente di bombardare – si dice sia stato un errore – un ospedale in Afghanistan.

RUSSIA - Vladimir Putin non è certo uno stinco di Santo, ma in Siria sta combattendo i terroristi e difendendo il legittimo Governo di uno Stato sovrano. Non lo sta certo facendo per ragioni ideali, ma per motivi di convenienza, cioè difendere la propria base militare sul Mediterraneo, che si trova propria in Siria.

UE AL FIANCO DI OBAMA - In tutto questo l’Unione europea avrebbe in teoria un ruolo importantissimo. Se fosse neutrale, infatti, l’Europa potrebbe favorire i negoziati fra le varia forza, in primis fra gli Stati Uniti e la Russia. Ma l’Unione europea non è neutrale, è la fedele alleata senza e senza ma degli Stati Uniti. Prova ne è il comportamento nella questione siriana: pochi mesi fa l’Ue ha prorogato le sanzioni alla Siria le cui conseguenze non saranno pagate da Assad ma da una popolazione già stremata dalla guerra che sta distruggendo la Siria da più di quattro anni.

INTERESSI EUROPEI - Sono decenni ormai che l’Europa continua ad essere filo-americana anche se questo significa andare contro i propri interessi. Se si continua a creare il caos in Medio Oriente, però, le conseguenze le pagheranno gli europei – italiani compresi – con nuove ondate di immigrazione e nuovi attacchi terroristici. Agli Stati Uniti poco importa perché si trovano dall’altra parte del mondo e sperare che improvvisamente cambino la loro politica estera è da illusi. Per questo se i politici europei volessero fare gli interessi dei cittadini europei dovrebbero cambiare alleato e cominciare a dialogare con la Russia (che ha interessi più simili a quelli europei) per far terminare il conflitto in Siria. Ma forse è un passo troppo audace per dei politici che non hanno mai dimostrato di avere coraggio.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: senzanubi.it

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