Siria, continuano le forniture militari dalla Russia

israele siria (tiscali.it)

La guerra civile siriana ha già causato la morte di almeno 60.000 persone, tra civili e fazioni opposte

Damasco – La stampa russa ha rilanciato in mattinata la notizia del blocco della fornitura, almeno per tutto il 2013, dei missili terra-aria S-300 che l’esercito moscovita avrebbe dovuto fornire alle forze regolari di Damasco. La decisione, a quanto pare, è dovuta ad alcuni ritardi nell’approvvigionamento e alle difficoltà nell’apprendimento dei sistemi di controllo missilistico da parte dell’esercito siriano, e la consegna sarebbe stata dunque rimandata alla prima metà del 2014.

Per contro, la società Mikoyan ha confermato che verranno venduti alla Siria almeno dieci aerei da combattimento, modello MiG-29MM2, evoluzione dei Mikoyan MiG-29 che furono introdotti dall’Unione Sovietica nel 1983. Ognuno di questo aereo, sebbene non vi siano stime ufficiali sul prezzo, costerebbe circa 30 milioni di dollari. Una spesa di oltre 300 milioni, pertanto, costituirebbe circa il 20% dell’intero budget annuale che il regime di Bashar al-Assad destina al settore della Difesa, e che pesa per il 3,4% sul Prodotto interno lordo.

Prosegue così a doppio giro il sostegno di Vladimir Putin all’omologo Assad (la Mikoyan fa parte della United Aircraft Corporation, detenuta al 90% dal governo russo), sostegno che in qualche modo sarà al centro delle trattative nella conferenza di pace di Ginevra, che si terrà di qui a pochi giorni. Con la fine dell’embargo imposto dall’Unione Europea alla Siria, inoltre, la situazione sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente, sebbene i vertici di Bruxelles abbiano rassicurato che non verranno fornite armi al fronte dei ribelli.

Tutto ruota, dunque, intorno allo scontro diplomatico tra Russia, Unione Europea (con Francia e Regno Unito in prima linea per il sostegno agli insorti) e Stati Uniti d’America, con il presidente Barack Obama che, almeno “sotto coperta”, potrebbe spingere per un intervento militare, opzione che comunque non sarebbe possibile proprio a causa dell’ostilità russa.

Sempre dalla Russia, arriva la polemica del ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, secondo il quale le Nazioni Unite non hanno provveduto a indagare sulle prove che, a suo dire, testimonierebbero l’uso di armi chimiche da parte dei ribelli che tentano di rovesciare Assad. «Mosca è estremamente delusa dalla mancata risposta dell’Onu», ha detto Lavrov, al quale ha risposto la Commissione d’inchiesta internazionale, che ha smentito le accuse lanciate da Carla Del Ponte sull’impiego del gas sarin.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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