Siria, colpito al cuore il regime di Assad. Nuovi scontri a Damasco

Attentato a Damasco (ilcorrieredabruzzo.it)

Continua a salire vertiginosamente la tensione in Siria, dove ieri pomeriggio sono rimasti uccisi 3 alti esponenti del regime. Tra loro anche il cognato di Assad, ex capo dell’Intelligence militare. Oltre ad Assef Shawkat, hanno perso la vita nell’esplosione anche il ministro della Difesa Daud Rajha e il generale Hassan Turkmani, a capo di quell’unità di crisi istituita per tenere sotto controllo l’attività dei ribelli. Altri funzionari di spicco sarebbe poi rimasti feriti in maniera critica. Un attacco in piena regola al cuore del regime, dunque.

Poco chiari, in un primo momento, i contorni della vicenda. Tra le ipotesi vagliate anche quella di un attacco kamikaze. La smentita è però presto arrivata direttamente dal Libero esercito siriano, la milizia dei ribelli. «Questo è il vulcano di cui abbiamo parlato, abbiamo appena iniziato» ha avvertito il portavoce Qassim Saadedine. L’attacco all’edificio affacciato sulla piazza Rauda, nel quale pare fosse in corso un vertice sulla sicurezza tra i capi del governo di Assad e Intelligence, non sarebbe potere non sarebbe quindi che la prima mossa dell’annunciata operazione “Il Vulcano di Damasco e il terremoto della Siria”. Questa appare al momento la ricostruzione più accreditata degli eventi anche se, tramite Facebook, anche un gruppo islamista di opposizione al regime siriano avrebbe rivendicato l’attentato a propria volta.

Unica cosa certa è che gli scontri tra fedeli e ribelli sono proseguiti nel corso della notte. Udite a Damasco anche svariate esplosioni. Assad non ha alcuna intenzione di cedere come svela un comunicato affidato alla televisione di Stato: «Chiunque pensi che colpendo i comandanti può piegare la Siria, si illude». E proprio la sede della tv di Stato si ritiene possa essere il prossimo bersaglio delle forze ribelli.

Immediata la condanna dell’Onu. «Gli atti di violenza commessi dall’una o dall’altra parte sono inaccettabili e costituiscono una violazione» ha affermato Ban Ki-moon, a commento delle notizie in arrivo dalla Siria. Il segretario generale dell’Onu si è detto poi seriamente preoccupato per la concreta possibilità che le forze di sicurezza siriane possano fare uso di armi pesanti contro i civili.

Mara Guarino

Foto homepage via: it.euronews.com

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