Siria. Assad si rammarica con la Turchia: “Non avessimo abbattuto quel jet!”

Assad-al-Bashar

Assad al Bashar

Ankara – Il presidente Bashar al Assad tenta la carta della diplomazia con la Turchia. Dopo quasi due settimane di alta tensione istituzionale tra Siria e il paese confinate dovuta all’abbattimento il 22 giugno scorso di un F4 turco da parte della Dca siriana, ora Assad prova a ricucire con Ankara rilasciando un’intervista al giornale turco Cumhuriyet dicendosi dispiaciuto ‹‹al 100%›› per l’incidente e porgendo le condoglianze alle famiglie dei piloti.

‹‹Se solo non l’avessimo abbattuto!›› spiega Assad che ha precisato come il F4 Phantom di Ankara è stato colpito mentre volava nello spazio aereo siriano in un corridoio aereo ‹‹già usato in passato tre volte da aerei israeliani››. ‹‹Un paese in guerra agisce sempre così, l’aereo volava a quota molto bassa ed è stato abbattuto dalla Dca che l’ha preso per un aereo israeliano››. Secondo il presidente siriano ‹‹il soldato della Dca non disponeva di un radar e quindi non poteva sapere a che paese appartenesse››.

Secondo quanto sostiene la versione siriana, il F4 Phantom turco si trovava a circa 2 km dalla costa di Latakia quando è stato abbattuto. Volava a bassa quota e ad alta velocità. Ankara, al contrario, sostiene che l’aereo era tornato nello spazio internazionale dopo avere violato quello siriano durante un semplice volo di ricognizione disarmato. Un errore di 5 minuti che è costato la vita ai piloti.

Le dichiarazioni si rincorrono, ma su tutte spicca quella dell’intelligence Usa citata dal Wall Street Journal la quale conferma la tesi di Damasco. Cosa ribadita anche dalle fonti militari russe citate da Interfax secondo cui Mosca dispone di ‹‹dati che confermano chiaramente che l’aereo violava lo spazio aereo siriano››. I radar di Usa Russia, Regno Unito e Israele controllano costantemente la zona. Nell’intervista a Cumhuriyet Assad ha affermato che ‹‹non permetterà›› che le tensioni fra Siria e Turchia ‹‹degenerino in conflitto aperto››. Damasco, dal canto suo, ha precisato di non aver concentrato truppe lungo il confine nonostante la decisione del premier turco Recep Tayyip Erdogan di cambiare le regole d’ingaggio dei suoi soldati. Essi, ora, hanno ordine di rispondere a ogni violazione della frontiera e di inviare rinforzi.

‹‹Qualunque cosa faccia il governo Erdogan, non concentreremo truppe lungo il confine: il popolo turco è nostro amico e ci capitrà” ha dichiarato Assad. Negli ultimi giorni caccia F16 turchi si sono alzati in volo lungo il confine quando elicotteri militari siriani si sono avvicinati. Non si sono registrati altri incidenti ma la situazione sul confine resta tesa.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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