Siria: ancora bombe a Homs; la Lega Araba chiede invio caschi blu Onu

Delegati della Lega Araba in riunione (ansa.it)

DAMASCO  – Ripresi i bombardamenti del regime siriano sulla città di Homs, centro simbolo della ribellione e della resistenza al presidente Assad. Gli attivisti fanno sapere che dopo la breve pausa di ieri, in occasione della presenza di vari ministri degli esteri arabi al Cairo, all’alba di oggi sul quartiere sunnita di Baba Amr si è nuovamente concentrata l’azione di guerra dei carri armati dell’esercito ufficiale: la notizia è stata diffusa dall’Osservatorio siriano sui diritti umani.

Mentre l’ex ministro degli esteri giordano, Abdul Ilah al Khatib, è stato nominato inviato della Lega araba in Siria, la stessa Lega ha proposto di inviare nel Paese i caschi blu: la crisi risulta ormai troppo grave per limitarsi a degli ‘osservatori’ e per questo si invoca l’intervento di una forza di pace congiunta con l’Onu. Accoglienza positiva in seno alla Lega anche della proposta della Tunisia di ospitare – il prossimo 24 febbraio – una conferenza che raduni gli Stati ‘amici’ della Siria anti-Assad: tra questi c’è proprio da ieri il capo di al Qaeda e successore di Osama Bin Laden, Ayman al Zawahiri, il quale ha offerto sostegno alla rivolta e ha messo in guardia i siriani nei confronti sia dei Paesi occidentali che di alcuni Stati arabi.

Resta dura ed ostile a tutti questi progetti la posizione di Damasco, da sempre contraria al lavoro del segretario generale della Lega araba, Nabil el Araby, e di coloro che lo sostengono. La Lega pensa ad una ripresa dell’iniziativa diplomatica, ma ha anche sollecitato il consiglio di sicurezza a varare una vera missione di pace col compito di monitorare la situazione in vista di una concreta e immediata attuazione del cessate il fuoco.

Perchè ci sia un’intesa è tuttavia necessario coinvolgere anche Cina e Russia: proprio sulla questione invio caschi blu il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, ha annunciato che Mosca sta esaminando la proposta. Ma i due Paesi potrebbero ostacolare non solo questo piano, ma anche la nuova dura risoluzione di condanna del regime di Bashar al Assad ora ancora allo stato di bozza, ma simile a quella già bocciata la scorsa settimana con veto cino-russo; nella bozza è stato, tra gli altri, inserito un comma che riguarda le migliaia di vittime civili, per cui si chiede per gli autori delle violenze una punizione in base alle leggi vigenti di diritto internazionale. Manca una risposta anche dalla Cina e il portavoce del ministero degli Esteri, Liu Weimin, ha rifiutato di rispondere alle domande su questo argomento.

Da parte italiana è giunto invece il pieno sostegno della Farnesina attraverso una nota del ministro Giulio Terzi: «L’Italia continua a sostenere fortemente l’azione della Lega Araba per la ricerca di una soluzione pacifica e democratica alla crisi siriana. Si condivide l’urgenza di far cessare in Siria ogni forma di violenza ed a tal fine si sostiene la proposta dell’invio in quel Paese di una forza di mantenimento».

La Lega araba ha poi tentato, con parziale successo, di aprire una finestra di dialogo con le opposizioni siriane assicurando sostegno politico e finanziario, oltre a pensare di riconoscere ufficialmente il Consiglio nazionale siriano. Quest’ultimo passo ha incontrato l’opposizione di alcuni membri della Lega, timorosi di una vera a propria guerra civile.

Laura Dabbene

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