Siria: ad Aleppo ribelli pronti per la battaglia decisiva

Ribelli in Siria (pubblicogiornale.it)

Damasco - Continua senza interruzioni il violento scontro tra ribelli e truppe governative che da mesi insanguina la Siria. Le forze nemiche del regime di Bashar al-Assad hanno occupato Anadan, città nei pressi di Aleppo. La conquista è pero’ costata parecchie vite umane: la città vive ormai in un silenzio quasi spettrale.

Ed ora si teme il peggio: ad Aleppo, centro nevralgico del paese e capitale culturale e commerciale, potrebbe scoppiare da un momento all’altro la cosiddetta “battaglia finale”, come l’ha definita il quotidiano governativo al-Watan. In città sono arrivati 1.500-2.000 ribelli a dar man forte ai 2.000 già presenti. Il regime di Bashar al-Assad concentra gli sforzi su questa offensiva, ma appare in difficoltà e nonostante la netta superiorità di forze e mezzi continua ad allontanare il momento dell’attacco decisivo.

Secondo il generale norvegese Robert Mood, ex capo degli osservatori dell’Onu e veterano delle missioni di pace, Assad e il suo apparato sono destinati a cadere, ma ancora è davvero complicato capire quando ciò potrà davvero accader. ”La spirale di violenza, la mancanza di proporzionalità nelle reazioni del regime, la sua incapacità di proteggere la popolazione civile significano che ha i giorni contati, ma cadrà nel giro di una settimana o fra un anno? Ecco una domanda cui non mi azzardo rispondere”.

Sul fronte internazionale l’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba Kofi Annan incontrerà oggi a Londra, a margine dell’apertura dei Giochi Olimpici, il segretario generale Ban Ki-moon per valutare il da farsi.
E intanto continuano le diserzioni. Una parlamentare siriana, che nel Parlamento di Damasco rappresentava proprio la provincia di Aleppo, ha voltato le spalle al regime di Bashar al-Assad per rifugiarsi in Turchia, da dove ha subito denunciato la ”repressione” del regime e le ”torture selvagge contro un popolo che chiede un minimo di diritti”.

A preoccupare è anche la situazione al confine tra Siria e Giordania dove all’alba di oggi avrebbe avuto luogo un combattimento tra le truppe dei due paesi. Secondo esponenti siriani, si sarebbe trattato di un brevissimo conflitto, nato dopo il ferimento di un gruppo di 300 profughi che tentavano la fuga in Giordania. Il fuoco siriano avrebbe colpito per errore alcuni soldati giordani provocandone la pronta risposta.
Diversa la versione del governo giordano, secondo il quale non ci sarebbe stato alcun combattimento ma solo un agguato delle truppe siriane, che avrebbero aperto fuoco contro un gruppo di persone vicino alla frontiera ferendone alcune ed uccidendo anche un bambino.

Davide Lopez

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