Siria: non si placa la repressione, in 70 mila manifestano ad Homs contro il regime

Damasco - Di nuovo in piazza l’opposizione siriana contro il regime e la sua sanguinosa repressione. Sono circa 70 mila le persone che hanno manifestato nel centro di Homs, roccaforte della resistenza contro il presidente Bashar al-Assad, con lo scopo di mandare un messaggio forte al mondo in occasione della visita della delegazione della Lega Araba, giunta in Siria con il compito di monitorare l’attuazione del piano di pace elaborato dalla Lega e sottoscritto da Damasco. L’intesa prevede la fine immediata delle violenze, il ritiro delle forze armate e il rilascio dei detenuti.

Secondo quanto annunciato dagli attivisti per i diritti umani, le forze di sicurezza hanno cercato di reprimere la protesta lanciando lacrimogeni e arrestando decine di persone, portate nel club degli ufficiali dell’esercito usato come centro di detenzione. La città, secondo dati Onu conta quasi 5 mila morti dall’inizio delle proteste in marzo.

La delegazione questa mattina si è divisa in due gruppi e ha visitato l’ospedale nazionale della città e il quartiere di Bab Amro, uno degli epicentri della rivolta e dalla violenta repressione da parte delle truppe del regime. Gli osservatori hanno anche incontrato il governatore della città, fedele al presidente Bashar al-Assad e parlato con gli esponenti dell’opposizione. Proprio in vista dell’arrivo in città della delegazione, testimoni e residenti hanno riferito che il regime ha ritirato alcuni carri armati dalla periferia cittadina e addirittura fatto sparire dal locale obitorio centinaia di cadaveri e trasferito i detenuti in basi militari, dove il team della Lega Araba non ha accesso.

Ciò che si teme è che gli osservatori vengano “sfruttati” per dare al resto del mondo una buona impressione del regime di Assad.
Anche oggi sono continuati gli scontri e, secondo gli attivisti, nelle ultime 24 ore sono stati uccisi almeno 54 manifestanti ed un gasdotto è stato fatto esplodere nei pressi di Homs. Molte persone sono state uccise inoltre mentre cercavano di fuggire dal paese per andare in Turchia.

 

Davide Lopez

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