Sinai. Dietro all’incidente di Sharm c’è al-Masri affiliato all’Is

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Secondo l’intelligence inglese, già mesi fa Abu Osama al-Masri era ‘una persona di interesse’

Il Cairo – Il capo ispiratore ed esecutore dello schianto dell’areo russo esploso nei cieli di Sharm el Sheikh è Abu Osama al-Masri, leader religioso affiliato all’Isis.

A rivelare l’identità del criminale è un’ultima ora del Sunday Times il quale spiega che lo scorso anno tra al-Masri e le varie componenti dell’organizzazione islamica siriana sarebbe stato siglato un patto di alleanza sul Sinai.

RISVOLTI DELL’INCIDENTE – L’aereo precipitato nella località turistica egiziana era partito con un carico di 224 passeggeri e durante il volo – affermano anche gli ultimi accertamenti delle autorità egiziane – sarebbe esploso in aria. Questo è quello che, pare, rivela la distribuzione e le condizioni dei rottami del velivolo avvallando l’ipotesi della presenza di una bomba a bordo.

Le autorità egiziane, tuttavia, restano possibiliste sulla dinamica dei fatti e affermano che ‘tutti gli scenari restano aperti’.

Fatto sta che il nome di Abu Osama al-Masri riecheggia in queste ore nelle sale dell’intelligence di mezzo mondo e con esso alcune rivelazioni. Pare – continua il Sunday Times – che il criminale islamico fosse già nel mirino del servizio segreto londinese e che questo abbia offerto all’Egitto di ‘catturare e uccidere’ al-Masri con l’aiuto della Russia.

Da qui – si lascia intendere – sarebbe arrivata la risposta del fondamentalista che sarebbe riuscito ad avvicinare e radunare alcune frange dell’Isis per una prova di forza.

Così la tesi dell’attentato si corrobora anche in ragione della rivendicazione fatta dallo stesso Abu Osama al-Masri lo scorso mercoledì, giusto in prossimità della sospensione del periodo festivo anglosassone decretata dal premier David Cameron poco dopo la caduta dell’aereo. Adesso la Gran Bretagna sarebbe pronta a dispiegare in forze in Egitto il SAS (Special Air Service), un piccolo reggimento di forze armate inglesi nel mentre che i turisti anglosassoni sono ancora bloccati all’aeroporto di Sharm el Sheikh.

D’altronde anche il paese Nord africano sembra sempre più convinto che l’esplosione dell’aereo russo sia stata opera del terrorismo, tanto che – spiega Il Messaggero.it – è stata aperta un’indagine nei confronti di tutto il personale dell’aeroporto di Sharm.

Chantal Cresta

Foto || thesundaytimes.co.uk; wikipedia.org

 

 

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